Editoriali
Un oro, un argento e un bronzo: avvio oltre le attese per l’Italia e semina per i giorni successivi
Un oro, un argento e un bronzo per l’Italia nella prima giornata delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026: se ce lo avessero detto ieri, non ci avremmo creduto…Seppur a pari merito con Norvegia e Giappone, siamo in testa al medagliere! E sono state gettate le basi per rimpinguare il bottino domani e nei prossimi giorni.
A nostro avviso la principale carta da medaglia odierna era quella di Giovanni Franzoni nella discesa di sci alpino. Tecnicamente, in questo momento, il giovane italiano non ha niente da invidiare a nessuno, Odermatt compreso. Oggi si è arreso solo al coetaneo Franjo Von Allmen, che quando si tratta di far correre gli sci e tenere il piede schiacciato sull’acceleratore fa la differenza nei confronti di tutti gli altri. Ad ogni modo, l’argento al debutto olimpico rappresenta un grande risultato, anche se non manca un pizzico di rammarico per un oro che resta tabù: il digiuno tricolore in discesa ai Giochi dura da 74 anni e, purtroppo, toccherà quota 78. Per Dominik Paris si è invece chiuso un cerchio. In passato era stato il sovrano indiscusso della Stelvio, ma aveva un’età diversa. Non è un caso che a Bormio non salisse sul podio dal 2021. Oggi si è letteralmente superato, coronando finalmente il sogno del podio a Cinque Cerchi alla quinta partecipazione.
Come sovente accade alle spedizioni azzurre alle Olimpiadi (estive o invernali), soprattutto in tempi recenti, l’oro è arrivato in una delle competizioni dove era meno atteso. Non tanto per il valore di Francesca Lollobrigida, mai in discussione, quanto per la stagione travagliata che ha dovuto affrontare la laziale. A novembre volava letteralmente, prima che un virus la debilitasse per intere settimane, portandola persino (per sua stessa ammissione) a pensare al ritiro. Come per incanto, e come un calicanto, è sbocciata nel momento più importante non solo dell’annata, ma di un’intera carriera. Già campionessa del mondo dei 5000 metri, ha interpretato i 3000 in maniera magistrale, con due ultimi giri folgoranti. Le difficoltà hanno ulteriormente temprato questa mamma che vive per la sua famiglia ed ha regalato all’Italia una gemma di inestimabile valore. Adesso, con la leggerezza di chi ha già raggiunto lo zenith, potrà affrontare con rinnovate ambizioni anche i 5000 e la mass start. E chissà che non decida di rimettersi in gioco anche nei 1500.
Un quinto posto alle Olimpiadi va considerato un risultato di rango, da raccontare ai posteri per il resto dell’esistenza. Ian Matteoli può dunque sorridere per una gara di alto livello nel big air di snowboard, soprattutto dopo mesi in cui aveva fatto fatica ad emergere. Resta però il rimpianto di non aver ripetuto il punteggio della qualificazione: non sarebbe stato sufficiente per l’oro, ma per una medaglia sì.
Oltre alle tre medaglie vinte, si sono gettate le basi per vincerne una quarta domani. Dominik Fischnaller si trova infatti saldamente in terza posizione nel singolo maschile di slittino, con oltre 2 decimi di vantaggio sul lettone Kristers Aparjods. I tempi delle prove ci avevano illuso circa un azzurro competitivo addirittura per il titolo, tuttavia il tedesco Max Langenhan si è rivelato per ora una spanna superiore alla concorrenza. Va detto che le condizioni di grande umidità favoriscono i materiali della squadra teutonica, mentre gli azzurri prediligono un freddo secco (che non c’è a Cortina in questi giorni).
Non è stata una giornata semplice nel curling misto. Stefania Constantini e soprattutto Amos Mosaner sembrano aver patito mentalmente le fatiche della Cerimonia d’apertura, con un calo di concentrazione che ha portato ad una netta sconfitta contro la Svezia. Pareva ormai persa anche la contesa con la Norvegia, prima di una reazione d’orgoglio dei campioni in carica che hanno ‘rubato’ l’ultima mano e conquistato un successo preziosissimo. L’obiettivo di approdare in semifinale resta vivo.