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Elena Rybakina in finale agli Australian Open, rivincita WTA Finals con Sabalenka

Federico Rossini

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Elena Rybakina / LaPresse

Sarà di nuovo Aryna Sabalenka contro Elena Rybakina nella finale degli Australian Open 2026. Tre anni dopo l’ultimo atto del 2023, a Melbourne il sabato sarà ancora occupato dalla bielorussa e dalla kazaka, che nella seconda semifinale, pur con qualche patema finale, batte l’americana Jessica Pegula per 6-3 7-6(7) in un’ora e 40 minuti.

Il primo set comincia con Rybakina che viaggia subito con le marce alte e Pegula, invece, un po’ più lenta sotto tutti i punti di vista. Naturale conseguenza è il break che porta rapidamente la moscovita che gareggia per il Kazakistan sul 3-0. L’americana comincia a tentare di mettere sul campo qualche variazione, ma senza particolari esiti, anzi sul 4-1 deve anche risalire da 15-40. Di fatto non c’è nessun tipo di problema per l’ex campionessa di Wimbledon, che il primo set lo chiude con un comodo 6-3.

E anche nel secondo parziale le cose sembrano farsi facili fin da subito: quando gli scambi si allungano è sempre Rybakina ad avere maggiormente il controllo della situazione. C’è però un momento in cui Pegula riesce a creare una situazione nella quale può rientrare in partita: dopo aver perso la battuta nel terzo game, mette a segno il controbreak subito dopo, ma riperde il servizio nel gioco successivo. A quel punto tutto sembra scivolare verso una Rybakina finalista, ma la kazaka manca tre match point e, sul 4-5, si vede passare dietro la schiena un dritto e una risposta di rovescio dell’americana. E, sul 30-30, due dritti sbagliati causano un vero e proprio autobreak: 5-5. La kazaka si rimette subito in carreggiata, va sul 15-40 e di rovescio si procura una seconda occasione per chiudere. Niente da fare: le prime latitano e, ai vantaggi, Pegula trascina il set al tie-break. Diventa a questo punto una lotta di nervi, di tanti minibreak avuti e concessi, in cui la giocatrice a stelle e strisce ha un set point sul 6-5, ma viene trafitta da due dritti di Rybakina. Che, dal 7-6 Pegula in poi, gioca questi colpi: schema servizio-dritto, ace centrale, risposta vincente di rovescio. Ed è finale.

Il dato vincenti-errori gratuiti racconta, come non era difficile immaginare alla vigilia, quant’è diverso il tennis delle due: 14-19 Pegula, 31-29 Rybakina, che nel mezzo c’inserisce 6 ace senza doppi falli e un 73% di punti vinti con la prima. La kazaka diventa la terza giocatrice nell’ultima decade a centrare la sequenza di finali WTA Finals-Australian Open dopo Sabalenka e Caroline Wozniacki; non capitava che a una finale Slam giungessero due giocatrici che non avevano perso set. Il precedente: Wimbledon 2008, sorelle Williams.

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