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DAL BARATRO AL SOLLIEVO! Jannik Sinner va vicino al ritiro, poi batte Spizzirri in un match drammatico
Jannik Sinner ha visto probabilmente da molto vicino la sconfitta nel terzo turno degli Australian Open, ma alla fine è riuscito a far suo un soffertissimo match contro l’americano Eliot Spizzirri, vincendo in rimonta con il punteggio di 4-6 6-3 6-4 6-4 dopo tre ore e quarantacinque minuti di gioco. Il numero due del mondo si è trovato in preda a fortissimi crampi nel corso del terzo set e solamente la sospensione per il caldo lo ha salvato dal perdere quel set (decisione consigliata anche dal suo staff tecnico) e forse anche dalla decisione di ritirarsi. Una pausa fondamentale e che ha dato il tempo a Sinner di riprendersi e di affrontare in maniera completamente diversa il resto del match.
Negli ottavi di finale ci sarà dunque un derby azzurro. Infatti Sinner affronterà uno straordinario Luciano Darderi, che mai si era spinto in carriera così avanti in uno Slam e che ha saputo battere in quattro set il russo Karen Khachanov, testa di serie numero quindici, trovando così una delle vittorie più importanti della sua carriera.
Sinner ha terminato il suo match con 17 ace (anche 4 doppi falli) contro i 6 del suo avversario. Sicuramente le percentuali al servizio sono state anche condizionate dai problemi fisici, con l’altoatesino che ha vinto il 65% dei punti quando ha servito la prima ed il 43% con la seconda. Alla fine sono stati ben 56 i vincenti dell’azzurro contro i 35 dell’americano, mentre gli errori non forzati sono stati 51 contro i 29 dello statunitense.
Dopo un primo game ripreso dallo 0-30 con due ace, una prima esterna e un bel dritto, Sinner si prende il primo break del match con il suo marchio di fabbrica, la pressione sempre più pesante con il dritto. Segue subito, però, un passaggio a vuoto fatto di soli errori da parte di Jannik, che restituisce a Spizzirri il maltolto. Ristabilita la parità, il numero 2 ATP cerca di nuovo la fuga, ottenendola ancora con due palle break ottenute via rovescio incrociato stretto e, sulla seconda di queste, con un gran dritto che vale il 4-2. Di nuovo, però, Sinner perde la battuta a zero con gratuiti in quantità. Stavolta Spizzirri, galvanizzato, non solo arriva sul 4-4, ma trova una serie di rovesci di gran fattura per andare sul 5-4 e chiudere al servizio per il 6-4 con un parziale di 16 punti a 2, mentre le preoccupazioni si addensano su Jannik, non a suo agio in un contesto ambientale come quello della Melbourne di oggi.
Con la percentuale di prime che finisce per scendere anche sotto il 40%, Sinner subisce il quarto break della sua partita, sbagliando più volte di dritto. Jannik, però, non è tipo da lasciar andare via così la situazione: si rimette in carreggiata, costringe l’americano a qualche errore di troppo, vince un terzo game con qualche rischio e poi ritrova il break con uno schema palla corta-contropiede, dopo il quale si carica nel suo modo iconico. Ci vuole un po’ di fatica, e l’annullamento di una palla del 3-2, perché Jannik si metta sulla strada del 4-1. Dopo qualche game di calma piatta, arriva una situazione di rischio con palla break per Spizzirri con un aiutino dal nastro, ma Sinner non si disunisce e riesce a mettere insieme il 6-3 della parità mentre il caldo si fa sempre più difficile da sopportare per entrambi.
Jannik, però, si ritrova con problemi nell’inizio di terzo set: superati i 30 errori gratuiti, arriva anche un doppio fallo che provoca il 30-40 nel secondo game. Tre dritti aiutano il numero 2 del mondo a salire sull’1-1. Sul 2-1 per Spizzirri arriva il fisioterapista, che deve tenere d’occhio il polpaccio destro di Sinner. Da quel momento, però, la partita cambia completamente e assume anche toni quasi drammatici per Jannik. Infatti il problema al polpaccio si trasforma in crampi lungo le gambe e le braccia per l’altoatesino, che vive davvero un momento difficile, quasi decisivo anche per mettere fine alla sua avventura a Melbourne.
JANNIK SINNER: “PRIMA LE GAMBE, POI LE BRACCIA: SONO STATO FORTUNATO”
Nel quarto game Sinner vive alcuni attimi davvero dolorosi e lo stesso Simone Vagnozzi consiglia il suo giocatore di lasciar perdere il terzo set e di sfruttare poi i successivi dieci minuti di pausa per recuperare le forze e soprattutto smaltire i cambi. Sinner subisce il break al termine di questo game, ma improvvisamente arriva la decisione dell’arbitro di sospendere il match, perchè si è raggiunto il livello più estremo della Extreme Heat Protocols, la direttiva introdotta proprio dall’organizzazione per ridurre il rischio di problemi di salute ai giocatori legati al calore estremo. A quel punto l’arbitro ha interrotto il match per prevedere la chiusura del tetto, fattore obbligatorio per far ricominciare il match.
Sinner è così andato negli spogliatoi e la pausa è stata veramente benedetta per l’italiano. Jannik è infatti tornato in campo e ha trovato subito l’immediato controbreak con un grandissimo dritto incrociato. Nel game successivo, però, i dolori non sono ancora passati del tutto e si fanno sentire soprattutto al servizio, con Sinner che si trova ad affrontare due nuove palle break, ma riesce ad annullarle entrambe, complici anche due aiuti da parte dell’americano, ancora forse scombussolato da tutto quello che è successo. Il break fondamentale arriva nel nono game, con Spizzirri che commette addirittura doppio fallo sulla palla break. Jannik vince così il set per 6-4 e si porta avanti nel match.
Le emozioni non sono ancora finite, perchè Spizzirri ritrova coraggio e sembra tornato quello prima della pausa. L’americano strappa il servizio nel quarto game all’azzurro, chiudendo alla seconda palla break con una pregevole volée. Sinner, però, reagisce prontamente e trova l’immediato controbreak che lo riporta subito in corsa. Questo è il game della svolta, perchè Jannik comincia a scambiare sempre di più e nel settimo game toglie a zero la battuta allo statunitense. Sinner non si volta più indietro e va a chiudere sul 6-4 uno dei match più difficili della sua carriera.