Tennis
Australian Open 2026: Alcaraz e Sabalenka, caccia ai quarti. Giornata stellare a Melbourne
Se il caldo darà meno problemi, la seconda domenica degli Australian Open, vale a dire quella che determinerà l’inizio degli ottavi di finale, avrà parecchio da raccontare. Soprattutto perché il livello è altissimo, e tutti gli ottavi di giornata hanno motivi d’interesse importanti per vari ordini di ragioni.
Partiamo da quelli femminili, dove c’è davvero una quantità notevole di materiale. A cominciare dall’apertura della Rod Laver Arena, con Aryna Sabalenka che è alla prima volta contro la canadese Victoria Mboko, emersa con la vittoria a sorpresa a Montreal e che sta cercando di dimostrare di meritare la top 20 mondiale. Meno di un anno fa questa giocatrice riceveva, nell’ambito di un accordo FITP-Tennis Canada, una wild card per le qualificazioni a Roma. Da allora è cambiato davvero tutto, e adesso Mboko, a 19 anni, si trova a giocare un autentico scontro generazionale. Il tutto senza pressione, nonostante sia per chiunque difficile reggere le bordate della bielorussa numero 1.
A chiusura di programma, invece, Elina Svitolina contro Mirra Andreeva. Dopo aver eliminato Diana Shnaider, e a proposito di confronti tra generazioni ancora più marcati, l’ucraina si trova a cercare di eliminare l’altra russa di punta, con tutte le altre implicazioni che possono esserci anche fuori dal tennis. E con aspetti che viaggiano su fili molteplici, considerando che quello più ovvio non è nemmeno l’unico. Il solo confronto tra le due si è giocato a Indian Wells nel 2025, lo ha vinto Andreeva, ma questo è uno Slam e, per di più, un luogo ideale per Svitolina, che a Melbourne Park si trova davvero bene e ha mostrato una condizione, se possibile, pure migliore di quella di un anno fa.
Sulla Margaret Court Arena, potenzialmente, c’è il match più spettacolare dell’intera giornata: Coco Gauff contro Karolina Muchova. C’è tutto: la solidità dell’americana contro l’estro senza remore della ceca, due percorsi che determinano fiducia quasi opposta (di gran carriera Muchova, con qualche legittimo dubbio Gauff). A pesare, però, è come le due si sono trovate di fronte nel passato: la numero 19 del seeding soffre il tennis della numero 3, tant’è che i precedenti dicono 4 a 0 per la vincitrice dell’ultimo Roland Garros.
Infine, sulla John Cain Arena, la promessa del tennis USA Iva Jovic si trova di fronte la kazaka Yulia Putintseva. A livello di tennis è lecito aspettarsi tanti, tantissimi scambi da fondo (anzi, forse quasi tutti) con potenza a volontà. A livello extra tennis il dilemma è legato al saper reggere l’urto di chi è Putintseva, perché affrontarla significa confrontarsi innanzitutto col suo gioco e poi con tutto l’insieme di maniere che ha di stare in campo, cosa che non sempre è gradita in modo universale. Com’è come non è, ci sarà da vedere parecchio.
Si passa ora al maschile: Carlos Alcaraz contro Tommy Paul è il match della sessione diurna sulla Rod Laver Arena. I due li avevamo lasciati ai quarti del Roland Garros, con un 6-0 6-1 6-4 che faceva capire come l’americano non ci stesse capendo niente contro due parziali spaziali del suo avversario. Difficile che si ritrovi quella situazione, perché sebbene Alcaraz sia in forma anche Paul può fregiarsi dell’essere uno dei pochi a non aver ancora ceduto un set. Di fatto si tratta del primo vero test in quanto tale per il numero 1 del mondo.
Nella sessione serale, invece, potrebbe accadere di tutto. L’estro di Alexander Bublik contro le capacità a tutto campo di Alex de Minaur, un kazako di Mosca contro tutta l’Australia pronta a tifare il suo miglior giocatore. Sarà un altro banco di prova per la nuova linfa trovata da Bublik da un anno a questa parte, con la trasformazione da giocatore da exploit isolati a uomo in grado di competere davvero per le posizioni di vertice. Con de Minaur, però, è sempre lotta. E c’è anche il ricordo del Roland Garros, nella partita che forse davvero convinse Bublik di poter essere quello che è ora: un 2-6 2-6 6-4 6-3 6-2 probabilmente ancora ben impresso nella mente di entrambi.
Un anno dopo, Daniil Medvedev e Learner Tien si ritrovano. Viste le premesse, potrebbe succedere di tutto anche rispetto al 2025, quando l’americano eliminò il russo al secondo turno. Allora Tien era una promessa, adesso è numero 25 del seeding e soprattutto ha largamente confermato di avere le qualità per giocarsi le sue carte in questa era tennistica. Non guasta nemmeno rimarcare i nove anni di differenza tra i due, il che all’atto pratico significa che appartengono già a due generazioni differenti. Potrebbe essere una sera molto infuocata sulla Margaret Court Arena.
Sulla John Cain Arena, invece, resta sempre un dilemma: Alexander Zverev. Il tedesco già non ha particolarmente brillato nella prima settimana, e in più si trova davanti l’argentino Francisco Cerundolo, un giocatore che soffre molto e con il quale è riuscito a vincere (in partita completa: in un’occasione il giocatore di Buenos Aires si era ritirato) soltanto nel 2025 dopo tre sconfitte in fila. Si tratta, però, di una situazione paradossale: tutte le tre vittorie di Cerundolo sono arrivate sul rosso e nessun match è stato disputato a livello Slam. Per cui, in questo caso, tutto è ancora da decifrare.