Biathlon

Biathlon, l’Italia cerca la proverbiale ciliegina sulla torta. Non si vince una prova a squadre in casa dal 1993

Pubblicato

il

La Coppa del Mondo di biathlon si appresta ad andare in scena ad Anterselva, il palcoscenico più calcato nella storia della disciplina. La tappa italiana non ha quasi mai mancato l’appuntamento con il massimo circuito e, nel corso degli anni, ha ospitato la bellezza di 201 gare individuali (112 maschili + 89 femminili), a cui ne vanno sommate 73 nei vari format a squadre.

Proprio sulle prove riservate ai team si vuole porre l’accento in questa sede, poiché sono quelle in cui l’Italia padrona di casa manca l’appello al successo da più tempo. Per la verità le affermazioni azzurre sul suolo patrio sono merce rarissima, poiché se ne contano solamente due dalla nascita del circuito maggiore. Attenzione però, perché una non è neppure arrivata ad Antholz!

Esattamente 31 anni fa, il 17 gennaio 1993, la staffetta maschile composta da Andreas Zingerle, Johann Passler, Pieralberto Carrara e Wilfried Pallhuber si impose nell’estemporanea tappa della Val Ridanna, organizzata in fretta e furia per recuperare quella di Oberhof, costretta a rinunciare all’evento a causa di condizioni meteorologiche avverse.

Classifica Coppa del Mondo biathlon femminile 2023-2024: 3ª Lisa Vittozzi a -60 da Tandrevold

Il solo successo di una compagine tricolore ad Anterselva risale al 26 gennaio 1992, giorno in cui il quartetto formato da Hubert Leitgeb, Passler, Carrara e Zingerle precedette sul traguardo la Comunità degli Stati Indipendenti e la Norvegia.

Da allora, il movimento azzurro si è tolto tante soddisfazioni a livello individuale, senza però mai più replicare un trionfo di squadra. Considerando come quest’anno siano in programma delle competizioni miste, dove un’Italia in “formazione-tipo” può essere più vicina alle superpotenze di quanto non lo sarebbe in prove mono-sesso, ci sarà la possibilità di assistere a una rara vittoria dei beniamini di casa?

Affermarsi a domicilio in una gara a squadre, peraltro aperta ad ambedue i settori, rappresenterebbe un premio per la sempre più alta popolarità del biathlon alle nostre latitudini e un’apoteosi, neppure tanto piccola, per il pubblico, che “sente” parecchio questo genere di appuntamenti. Forse perché non gareggia il singolo, bensì (idealmente) un’intera nazione.

Foto: La Presse

Exit mobile version