Salto con gli sci

Salto con gli sci, l’Italia maschile riparte dopo una stagione di crescita. L’ascesa proseguirà nel 2023-24?

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L’Italia del salto con gli sci è reduce da un 2022-23 indubbiamente positivo. Alex Insam, Giovanni Bresadola e Francesco Cecon (citati in rigoroso ordine anagrafico) hanno tutti archiviato una buona stagione. Nel caso dei due nati nel XXI secolo la migliore della carriera. Per l’altoatesino la più brillante dell’ultimo lustro. Il 2023-24 comincia, dunque, su un terreno fertile.

È però cambiato il contadino deputato a coltivarlo. La dinamica può sfuggire a uno sguardo superficiale, perché il cognome del capo allenatore è sempre lo stesso; tuttavia lo Jiroutek al timone del movimento azzurro non è più David, bensì il fratello minore Jakub!

David ha salutato lo Stivale dopo un solo inverno, accettando l’offerta di prendere le redini della squadra B polacca per cedere il testimone al familiare. Non c’è niente di male o di strano in questa dinamica. Jakub conosce già il contesto tricolore, avendo ricoperto il ruolo di head coach dal 2009 al 2014, lasciando tutto sommato un buon ricordo. Il suo è, pertanto, un ritorno. Fra i buoni uffici di chi ha fatto bene e il concetto di puntare sull’usato sicuro, la mossa può essere definita logica. In un certo senso, garantisce continuità.

Sophie Sorschag, la “Lara Colturi del salto con gli sci”, che sogna di regalare una medaglia olimpica al Kosovo

Riguardo gli atleti, bisogna porre la premessa che i nuovi regolamenti relativi ai contingenti nazionali sono stati pensati proprio per aiutare le nazioni di seconda e terza fascia come l’Italia. Banalmente, le sei superpotenze potranno schierare un atleta in meno rispetto al passato. Dunque, la concorrenza per entrare in zona punti si abbasserà e ci sarà più spazio per quei Paesi che venivano costantemente annichiliti dalla superiorità degli esarchi, ora leggermente annacquata.

Bresadola, assurto a leader della squadra, è un’incognita. Se dovesse essere al 100% sul piano atletico, sarebbe in grado di entrare spesso e volentieri fra i primi 30, potendo finanche proporsi per far breccia nella top-ten nelle giornate e nei contesti a lui più favorevoli. Non è però detto che si possa ammirare la miglior versione del ventiduenne trentino. In estate ha dovuto osservare un lungo stop a causa di un infortunio a un ginocchio patito a fine luglio. Bisognerà tenerne conto nell’effettuare qualsiasi valutazione.

Insam, dopo aver completamente smarrito il bandolo della matassa, nel 2022-23 ha ritrovato il capo del filo. Le gare su plastica sono state positive e le prospettive sono incoraggianti. Il potenziale non è inferiore a quello di Bresadola e le caratteristiche sono affini. Ciò non significa che il ventiseienne gardenese possa macinare con costanza piazzamenti nei 30, ma l’ipotesi non è utopica. Si tratterebbe dello scenario più roseo in assoluto. In generale, l’auspicio è quello di vederlo risalire la china come ha già fatto negli ultimi mesi.

Cecon ha saputo trovare la sua dimensione in Coppa del Mondo e nulla preclude a vederlo salire ulteriormente di colpi. Le doti istintive sono risapute, il salto con gli sci, oltre a essere questione di famiglia, gli viene naturale. Chi conosce profondamente questo sport intravede nel figlio d’arte un potenziale molto elevato, sulla carta non inferiore a quello dei due compagni di squadra già citati, nonostante connotati speculari. Non tutte le parabole agonistiche sono uguali, a 22 anni c’è tutto il tempo per avvicinarsi alle vette della disciplina.

Infine, l’Italia ha trovato un quarto atleta eleggibile per il massimo circuito. Parliamo di Andrea Campregher, la cui estate è stata brillante. Il coetaneo di Bresadola e Cecon è stato capace di artigliare i primi punti della carriera nel circuito cadetto estivo, guadagnandosi così il diritto di poter prendere parte alle gare di Coppa del Mondo. Nel suo caso, il primo obiettivo da raggiungere sarà quello di superare le qualificazioni. Il resto, sarà tutto guadagnato.

Foto: La Presse

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