MotoGP

MotoGP, GP Thailandia 2023: numeri, statistiche, curiosità. Solo successi iberici a Buriram. Il monopolio sarà spezzato?

Pubblicato

il

Dopo aver toccato il confine del mondo, la MotoGP comincia la marcia di ritorno verso l’Europa. Si resta comunque ben lontani dal vecchio continente, poiché domenica 29 ottobre andrà in scena il Gran Premio di Thailandia, la cui quarta edizione coincide curiosamente con la quart’ultima gara della stagione 2023.

L’evento è nato solo in tempi recenti, poiché l’autodromo di Buriram è stato eretto fra il 2013 e il 2014 allo scopo di lanciare l’economia dell’omonima provincia dell’entroterra thailandese, altrimenti poco industrializzata e scarsamente frequentata dai turisti. La Superbike viene attirata già nel 2015, mentre il Motomondiale ha bisogno di un corteggiamento più lungo, facendosi comunque “concupire” dal 2018.

Quella del 2023 è “solo” la quarta replica del GP di Thailandia. D’altronde due edizioni sono state cancellate a causa della pandemia (2020 e 2021). Cionondimeno, la presenza in calendario dell’evento indocinese non è in discussione. Peraltro, a dispetto della banalità del tracciato, le tre gare disputate sinora si sono rivelate tutto fuorché scontate.

MotoGP, i piloti contro il nuovo calendario da 22 appuntamenti: “44 gare complessive con le Sprint: è troppo”

MOTOGP

Nel 2018 si consuma un’entusiasmante lotta a tre per il successo tra la Honda di Marc Marquez, la Ducati di Andrea Dovizioso e la Yamaha di Maverick Viñales. La spunta il primo, sorpassando l’italiano proprio all’ultima curva. Copione analogo anche nel 2019, con un’unica differenza. Al posto di Dovizioso c’era la Yamaha di Fabio Quartararo, che non a caso conclude secondo in scia a Marquez, nuovamente vincitore. Peraltro, con questo successo, il fuoriclasse di Cervera si assicurò matematicamente il suo sesto titolo mondiale nella classe regina.

Il 2022 invece fu un’edizione strana. Si partì su pista bagnata, anche aveva smesso di piovere. Nelle famigerate “condizioni ibride” Miguel Oliveira gettò il cuore oltre l’ostacolo e andò in fuga nelle prime fasi. Con il progressivo asciugarsi dell’asfalto, le Ducati recuperarono terreno sul portoghese della KTM, il quale resistette però sino al traguardo. Con il senno di poi, la gara fu cruciale per l’assegnazione del Mondiale. Francesco Bagnaia corse con intelligenza e chiuse terzo, mentre Fabio Quartararo andò in crisi e finì fuori dalla zona punti.

MOTO2

Solo successi italiani nella categoria cadetta! Il 2018 è l’anno dell’affermazione di Francesco Bagnaia, il quale peraltro precedette Luca Marini. Proprio quest’ultimo trionfò nel 2019, mentre Tony Arbolino ha primeggiato nel 2022, seppur in un GP amputato dalla bandiera rossa, esposta a causa di un diluvio (si completò solo un terzo della distanza). Cionondimeno, la vittoria rimane tale.

MOTO3

L’Italia ha raccolto tanto anche nella terza categoria. Addirittura nel 2018 il podio venne monopolizzato dai centauri del Bel Paese. Vinse Fabio Di Giannantonio davanti a Lorenzo Dalla Porta e Dennis Foggia. Quest’ultimo ha invece trionfato nel 2022. Dunque, nelle classe formative, l’unica affermazione sfuggita al nostro Paese è quella della Moto3 del 2019, andata ad Albert Arenas.

Foto: La Presse

Exit mobile version