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Italia-USA ai Mondiali di basket: la Lituania manda Banchero e compagni contro gli azzurri

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Una clamorosa prestazione della Lituania (sette uomini in doppia cifra), che per la seconda volta in manifestazioni ufficiali batte Team USA con il punteggio di 104-110, fa sì che nei quarti di finale dei Mondiali 2023 saranno gli Stati Uniti di Steve Kerr ad affrontare l’Italia martedì. Ed è l’ultimo esito non previsto in una rassegna iridata piena di situazioni impreviste.

I confronti iridati tra Italia e USA, dunque, continuano ad allungarsi: quasi una tradizione, che dura fin dal 1963, cioè fin dalla prima manifestazione iridata disputata dagli azzurri. Quando la nostra Nazionale ha partecipato, cioè in 10 occasioni, con questa sarà l’ottava volta in cui le due selezioni si fronteggeranno. Dal 1963 a oggi, solo nel 1990 e 2019 non si è verificato l’incrocio.

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Il bilancio dice 5-2 a favore degli States, che fino al 1990 si presentavano con formazioni universitarie o di altro genere; i due successi azzurri risalgono al 1970 (66-64) e 1978 (81-80). Nell’era degli NBA, due le sfide: nel 1998 al Pireo (quando però gli NBA non c’erano a causa del primo lockout, la serrata dei proprietari) ai quarti finì 77-80 con un finale concitato, nel 2006 a Sapporo fu 85-94 per le stelle oltreoceano, nel giorno in cui Marco Belinelli finì sul taccuino degli scout a stelle e strisce e Carmelo Anthony si dovette inventare una prestazione da 35 punti.

Quella del 2006 è anche l’ultima volta in cui l’Italia ha sfidato le superstar americane; del 2004 è l’unica vittoria contro di loro, nel torneo di preparazione alle Olimpiadi che si giocava a Colonia. Fu 95-78, poi gli azzurri furono d’argento e gli americani di bronzo ad Atene. In quella squadra c’era Gianmarco Pozzecco, che passò alla storia per l’inchino all’arena dopo aver battuto Allen Iverson con tanto di gioco da tre punti. Oggi è dall’altra parte. A livello mediatico, sarà inevitabile pensare a questa come alla sfida di un giocatore che avrebbe potuto vestire l’azzurro, Paolo Banchero, prima di scelte diverse. La stella non è lui, comunque, ma Anthony Edwards.

Foto: fiba.basketball

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