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Atletica, Europei Indoor 2019: che Italia torna da Glasgow? Squilli di Tamberi e della staffetta ma i flop non sono mancati

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Un oro, un bronzo, ottavo posto nel medagliere, undicesima piazza nella classifica a punti (con sette top eight). Questo è il bilancio dell’Italia agli Europei Indoor 2019 di atletica leggera, un bottino tutto sommato discreto in un contesto complessivamente di medio livello. A Glasgow la nostra Nazionale è riuscita a mettersi in luce in quella che era a tutti gli effetti una tappa intermedia nel percorso che conduce ai Mondiali di Doha e soprattutto alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

L’uomo copertina è ovviamente Gianmarco Tamberi, capace di conquistare la medaglia d’oro nel salto in alto con una facilità imbarazzante: il marchigiano, presentatosi con la migliore prestazione europea stagionale, ha dominato la finale e si è imposto con un agevole 2.32 fallendo poi 2.36 davvero di poco. Gimbo è ritornato alla grande dopo l’infortunio del 2016, il già Campione del Mondo indoor ha messo un nuovo sigillo e ora si lancia verso il futuro con rinnovato ottimismo e grandi emozioni. L’Italia ha bisogno di questo atleta così istrionico ed estroverso, solido in pedana e vulcanico al di fuori: fa solo del bene a tutto l’ambiente, un vero e proprio uomo squadra che può trascinarci verso i Giochi dove sarà inevitabilmente la nostra punta di diamante insieme a Filippo Tortu, il grande assente in Gran Bretagna (il velocista ha optato per un’altra programmazione, si concentrerà sulle gare all’aperto).

La staffetta femminile era tra quelle accreditate per la conquista di una medaglia e la 4×400 non ha deluso mettendosi al collo un bronzo prezioso, il nostro quartetto ha ribadito di poter essere competitivo a livello internazionale e si investirà molto su questa formazione anche in vista dell’estate (da vedere se rientrerà Libania Grenot dopo un 2018 sottotono, da non dimenticare Maria Benedicta Chigbolu). Raphaela Lukudo è semplicemente stata strepitosa, quinta nella gara individuale e poi protagonista nella frazione d’apertura della staffetta, seguita da Ayomide Folorunso che ci ha portato in terza posizione: la giovane si conferma un buon prospetto che forse deve ancora esprimere tutto il suo potenziale.

Abbiamo poi ritrovato Claudio Stecchi (quarto nell’asta con 5.65, ma settimana scorsa ha toccato quota 5.80 ad appena due centimetri dal record italiano di Giuseppe Gibilisco), Tania Vicenzino ha riportato in auge il salto in lungo (il suo 6.68 in qualifica è la miglior misura per un’italiana negli ultimi 15 anni, sesto posto in finale), Lorenzo Perini e Luminosa Bogliolo hanno sfiorato la qualificazione all’atto conclusivo sui 60 metri ostacoli, Simone Forte è volato in finale nel triplo dove però ha pagato un acciacco fisico. Tanti segnali positivi ma le controprestazioni non sono mancate: i tre nulli di Marcell Jacobs nel lungo, la debacle di Alessia Trost ed Elena Vallortigara nell’alto, la delusione per Leonardo Fabbri da cui ci si aspettava qualcosa in più nel peso vanno seriamente analizzate. L’Italia chiude il capitolo al coperto e ora si prepara per una seconda parte di stagione cruciale, la corsa verso i Mondiali di Doha è già iniziata.

 

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Foto: FIDAL/Colombo

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