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Atletica, Europei 2018: Filippo Tortu vuole far sognare l’Italia! Domani semifinali e finale, caccia all’oro sui 100 metri

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Cresce l’attesa attorno a Filippo Tortu che martedì 7 agosto andrà a caccia delle medaglie sui 100 metri agli Europei 2018 di atletica leggera. Dopo il roboante 9.99 corso a fine giugno a Madrid, il brianzolo è entrato in una nuova dimensione, è diventato il punto di riferimento dell’intero movimento e ora va a caccia della consacrazione sulla pista di Berlino, quella che consegnò i record del mondo a Usain Bolt. L’azzurro si presenterà in pista con il terzo tempo stagionale, proprio quel pazzesco 9.99 piazzato in terra iberica che lo ha reso il primo italiano capace di abbattere la fatidica barriera dei 10 secondi sulla distanza simbolo.

Il 20enne vuole sognare in grande, viene dato in formissima e punta al bersaglio grosso: come suo solito si presenterà ai blocchi di partenza per centrare il personale, il suo obiettivo ogni volta che gareggia, ma è inevitabile che si punti al podio. Allenato da papà Salvino, Filippo vede in questa rassegna continentale il giusto trampolino di lancio per un futuro radioso: ha già vinto tanto nelle categorie giovanili, ha tuonato un tempo imperiale poche settimane fa, guarda già alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e mettersi al collo un alloro nella capitale tedesca sarebbe fondamentale per il morale e per dare nuovamente linfa al nostro movimento.

L’azzurro è stato esentato dalle batterie al pari di tutti i big, dunque lo vedremo direttamente all’opera in semifinale dove dovrà gestire le energie per accedere alla finale (ore 21.50) senza essere troppo affaticato. Cercheranno di fare lo stesso anche i suoi grandi avversari, gli uomini con cui dovrà lottare per salire sul podio: la caccia all’oro non è così impossibile, non ci sono fenomeni imbattibili e la nostra stella può giocarsela alla pari con chiunque, soprattutto se farà un ulteriore step in avanti rispetto a quanto visto a Madrid.

L’uomo più temibile è il britannico Zharnel Hughes, miglior crono europeo in stagione (9.91) al pari del francese Jimmy Vicaut. Il 23enne britannico, quest’anno capace di correre anche un 9.93 e un 9.97, parte leggermente avanti alla concorrenza: il ragazzo originario di Anguilla che gareggia per la Union Jack dal 2015 (infatti da juniores vanta dei buoni risultati nei campionati PanAm) dovrà dimostrare di poter stare davanti a tutti. Conosciamo meglio il transalpino, bronzo sui 100 metri due anni fa e argento quattro stagioni fa nonché sesto ai Mondiali 2017: Vicaut vuole puntare in alto e ha le carte in regola per farlo. La Gran Bretagna cala altri assi pesanti come Oie Edoburun (10.04), Reece Prescod (10.04) e Chijindu Ujah (10.08 ma 9.96 di personale), da tenere in forte considerazione anche il turco Jak Ali Harvey (9.99 di stagionale e 9.92 di personale), presente anche Ramil Guliyev Campione del Mondo dei 200.

 





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