Ciclismo

Giro d’Italia 2018: classifica o successo di tappa? Giulio Ciccone atteso al definitivo salto di qualità

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Fisico da scalatore ed inizio carriera da predestinato. Non è da tutti conquistare a soli 22 anni, al primo anno da professionista, una tappa di montagna al Giro d’Italia, seppur in fuga da lontano. Giulio Ciccone ha sempre dimostrato grandissimi doti, sin da dilettante, purtroppo però alcuni problemi fisici hanno leggermente bloccato la sua fase di crescita.

Giunto alle 24 primavere ora il corridore della Bardiani-CSF è atteso al definitivo salto di qualità in una stagione che lo ha visto allenarsi al meglio senza particolari intoppi. In questa prima parte di 2018 il nativo di Chieti si è fatto vedere sempre nelle prime posizioni nelle gare a lui favorevoli per il percorso: lo snodo fondamentale però arriva con il Giro d’Italia, appuntamento clou di quest’anno per lui e per la squadra.

Discreta Settimana Coppi e Bartali, eccezionale invece il Tour of the Alps, dove l’azzurro è andato quasi sempre con il passo dei vari Thibaut Pinot, Miguel Angel Lopez e Domenico Pozzovivo, chiudendo in nona piazza in classifica. Il capolavoro è arrivato domenica al Giro dell’Appennino dove ha finalizzato con una volata una lunga fuga da lontano. 

L’obiettivo al Giro d’Italia potrebbe essere quello di provare a restare il più a lungo in classifica generale, magari per puntare anche alla maglia bianca di miglior giovane, sacrificando così le ambizioni di giocarsi un successo di tappa. Da capire però le varie circostanze: se dovesse uscire di classifica potrebbe lanciarsi in una fuga che potrebbe sicuramente favorirlo in tappe adatte alle sue caratteristiche. 

 





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