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Speed skating, Olimpiadi Invernali PyeongChang 2018: la sorpresa di Nicola Tumolero, le lacrime di Francesca Lollobrigida e la delusione del team pursuit

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I Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang hanno chiuso i battenti. Il Gangneung Oval è stato teatro della sfide e delle corse contro il tempo dello speed skating, eleggendo, ancora una volta, l’Olanda a superpotenza di questa disciplina. 7 ori, 4 argenti e 5 bronzi per gli orange, dominanti il più delle volte. E l’Italia?

Gli azzurri si sono presentati a questi Giochi, per lo più, con una squadra giovane, in crescita ed in evidenza nella Coppa del Mondo. Le Olimpiadi, però, sono un’altra cosa.

La luce di tutta la spedizione è il bronzo di Nicola Tumolero nei 10000 metri. Una prestazione tanto inattesa quanto sorprendente quella dell’azzurro capace di abbattere il suo personale e di approfittare della debacle di Sven Kramer, nuovamente assente all’appuntamento con questa specialità, croce e delizia della sua storia. Seppur a debita distanza dal canadese, di chiare origini olandesi, Ted-Jan Bloemen (oro) e dal tulipano Jorrit Bergsma (argento), Nicola ha suggellato la sua annata fantastica, condita anche dall’oro europeo dei 5000 metri, con un terzo posto non frutto di ‘beneficenza’, come qualche tifoso della domenica potrebbe pensare, ma di impegno, dedizione e sacrificio.

Una soddisfazione strameritata per il classe ’94 che, purtroppo, per uno sfortunato incidente al termine della prova ad inseguimento a squadre, ferito dal suo compagno Riccardo Bugari, ha subito la rottura del tendine tibiale. Stagione finita in anticipo, alcuni mesi di stop ma la convinzione di aver trovato un prospetto di sicuro valore per il futuro.

I sorrisi di Tumolero sono accompagnati anche dai pianti di Francesca Lollobrigida, altra grande skater attesa. Campionessa continentale in carica sulla mass start, e in vetta alla graduatoria di specialità in Coppa del Mondo, la laziale era tra le favorite della vigilia. Nei 16 giri previsti, però, qualcosa non è andato per il verso giusto e il gioco strategico delle rivali ha finito per danneggiarla: solo quarta allo sprint finale e settima nella classifica finale. Amarezza ma tanta voglia di riscatto per la ragazza di Frascati. Se le lacrime solcano il suo visto, nello stesso tempo, le motivazioni sono altissime perché quella medaglia, tra quattro anni, è alla portata.

E poi la delusione del team pursuit. Il non essere nel gioco delle medaglie è stato un brutto colpo per le mire di Bugari, Tumolero e e di Andrea Giovannini. Mezzo secondo ha separato gli azzurri dalla qualificazione alle semifinali ma, a conti fatti, il livello non era paragonabile alla top3. Ci saranno degli aspetti da migliorare ma l’anagrafe è dalla parte del gruppo nostrano. Riscontri che però invitano ad una riflessione anche per quanto fatto nelle gare individuali dal citato Giovannini e da Davide Ghiotto. Il pinetano ed il veneto sono stati molto lontani dalle loro miglior prestazioni ed evidentemente qualcosa nella preparazione non ha funzionato. Di questo dovrà tener conto Marchetto per programmare i prossimi eventi e rendere i nostri atleti sempre di più all’altezza in un contesto assai qualificato.

 





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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: Fisi-Pentaphoto

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