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Ginnastica, Mondiali 2017 – Le pagelle dell’Italia. Ferrari, il cuore di una guerriera. Mori rivoluzionaria, giovani per l’esperienza

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L’Italia ha concluso i Mondiali 2017 di ginnastica artistica con la conquista di tre finali (due di specialità con Ferrari e Mori al corpo libero, quella all-around di Lara) e nel complesso delle buone prestazioni. Di seguito le pagelle delle azzurre che si sono esibite alla Olympic Arena di Montreal (Canada).

 

VANESSA FERRARI: 10. In quelle lacrime si racchiude tutta la sua carriera. Una Campionessa monumentale ed eterna che ha vinto per oltre un decennio, con dei tendini d’Achille di vetro, dei legamenti così fragili che le hanno impedito di conquistare ancora più medaglie rispetto a quelle contenute in un palmares da leggenda. Per quanto ha fatto in pedana, la Leonessa merita davvero il massimo dei voti: voleva l’ora a tutti i costi per firmare uno dei ritorni più belli della storia dello sport, ha cercato di mettere dentro tutte le difficoltà possibilità per battere Mai Murakami e laurearsi Campionessa del Mondo dopo addirittura 11 anni dall’impresa di Aarhus. Si è presentata a Montreal con una sola gara nelle gambe, a un anno dall’operazione al tendine d’Achille, si è qualificata in finale e poi ha tentato il tutto per tutto. Ora bisogna solo sperare che recuperi e che voglia ancora le Olimpiadi di Tokyo 2020, è un esempio per tutti.

LARA MORI: 8,5. Finale al corpo libero conclusa al sesto posto, Finale all-around che vale il 12esimo posto: il grillo toscano è nell’Olimpo della grande ginnastica, è tra le migliori al Mondo e i risultati delle pedane lo certificano insieme alla qualità tecnica degli esercizi portati in gara. Una settimana da incorniciare per la 19enne che è stata davvero bravissima a far capire quale sia il suo valore, a calarsi in una nuova dimensione e a completare un notevole salto di qualità che era già partito in primavera con il quarto posto al quadrato agli Europei. Un cavaliere senza macchia, sempre convincente e brillante, con un solo errore in tre giorni gara (la caduta alla trave proprio in apertura della rassegna iridata): si è davvero fatta largo tra i giganti, si è messa in luce a livello internazionale, è riuscita a fare la differenza e ha dato davvero tutto quello che poteva.

 

SARA BERARDINELLI: 6. Ai suoi primi Mondiali l’emozione si è fatta sentire davvero tantissimo ed è stata anche sfortunata: ha dovuto aspettare 10 minuti per salire sulla trave (il punteggio di Vanessa tardava a uscire). La romana ha presa una brutta botta sui 10cm (attrezzo in cui è Campionessa d’Italia) ma poi si è prontamente rialzata tra volteggio e parallele: un plauso alla grinta, a 15 anni non si è abbattuta e si è rimboccata le maniche. Deve andare avanti su questa strada, si può davvero migliorare tanto e ci sono le potenzialità per fare bene.

DESIREE CAROFIGLIO: 5. Purtroppo incappa in tre cadute, una per attrezzo. Gli errori hanno un peso determinante e le sue qualifiche purtroppo non sono tate eccezionali anche se va detto che non era in perfette condizioni fisiche. La milanese era al debutto assoluto ai Mondiali, la nostra classe 2000 ha indubbiamente pagato l’emozione ma tra corpo libero, volteggio (aveva i due salti) e parallele asimmetriche ha commesso degli errori determinanti. Dovrà fare tesoro di questa esperienza per ripartire.

 





(foto Federginnastica)

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