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Ginnastica, Europei 2017 – L’Italia ha dato tutto, il meglio del terzetto azzurro. Senza Busato e veterane, Mori e compagne non sbagliano

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Meglio di così non si poteva fare. Questa è l’analisi più lucida che si può stilare al termine delle qualifiche degli Europei 2017 di ginnastica artistica.

L’Italia si era presentata a Cluj-Napoca senza le grandi veterane protagoniste dell’ultimo quadriennio, aveva un’ottima chance da medaglia con Sofia Busato che però si è rotta il crociato durante il primo allenamento. Il terzetto azzurro rimasto in Transilvania si è compattato e ha tirato fuori le unghie, rendendosi protagonista di una buona giornata.

Non si chiedevano risultati strabilianti, ma semplicemente di dare il meglio di sé esibendosi in esercizi precisi e puliti: 12 prove senza errori vistosi e cadute (uniche sbavature delle uscite di pedana al corpo libero di Maggio e Grisetti, perdonabili), atteggiamento propositivo in campo e alla fine anche il tabellone dei punteggi ha premiato le ragazze di Enrico Casella che con una formazione inedita ha comunque ottenuto una Finale di Specialità con Lara Mori e i due pass per l’atto conclusivo nel concorso generale. Il bottino che ci si aspettava alla vigilia anche se era lecito sognare qualcosa con la trave di Martina che però non ha molto da recriminarsi.

Lara Mori, Martina Maggio e Giada Grisetti hanno dimostrato di meritarsi indubbiamente il body azzurro. La capitana lo ha ribadito dopo due Mondiali e il ruolo di riserva alle Olimpiadi: per lei la prima Finale della carriera, addirittura con il quarto punteggio, domenica pomeriggio in pedana per sognare una medaglia che fino a qualche giorno fa sembrava impossibile. La toscana aveva fatto capire di essere in palla su questo attrezzo e nel momento più importante non ha sentito la pressione.

Un plauso anche alle altre due azzurre, che rivedremo domani pomeriggio. Al debutto tra le grandi hanno fatto tutto quello che dovevano: quando si tira fuori il meglio di sé stesse non si può dire davvero nulla. Maggio ottava, Grisetti undicesima: vedremo fin dove si spingeranno.

 

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