Judo

Il 2016 del judo: 73 kg, la lezione di Shohei Ono

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Continua il nostro viaggio tra le quattordici categorie del judo internazionale per ripercorrere il 2016. Il sesto appuntamento riguarda la categoria 73 kg maschile.

IL CAMPIONE OLIMPICO
Shohei Ono è stato uno dei protagonisti assoluti del 2016, e non a caso è stato votato come miglior judoka dell’anno. Il ventiquattrenne giapponese non si è fatto vedere molto fuori dai confini nazionali, ma quando è salito sul tatami ha dimostrato una netta superiorità sulla concorrenza. Campione mondiale in carica, Ono ha iniziato l’anno con la vittoria del Grand Prix di Düsseldorf, e poi è ricomparso direttamente a Rio 2016, dove ha conquistato un meritatissimo oro. In ventitré combattimenti internazionali disputati tra il 2015 ed il 2016, il nipponico ha ottenuto altrettante vittorie, anche se lo scorso anno fu sconfitto nella rassegna nazionale di Fukuoka, titolo che comunque si è ripreso lo scorso aprile.

GLI ALTRI PROTAGONISTI
A guidare il ranking mondiale di fine è anno è l’azero Rustam Orujov, finalista olimpico e campione europeo della categoria, anche se nella rassegna continentale approfittò in finale di un clamoroso errore del georgiano Lasha Shavdatuashvili, medagliato di bronzo olimpico, che si prese l’ultimo shido a pochi secondi dal termine. Il caucasico ha ottenuto ben sette podi individuali nel 2016, comprese due vittorie, quella degi Europei e quella del Grand Prix de L’Avana, oltre ad essere stato medagliato in due Grand Slam ed al World Masters di Guadalajara.
A olte il ranking mondiale mente spudoratamente, e così davanti ad Ono si trova anche il connazionale Soichi Hashimoto, un paradosso che naturalmente deriva dal numero di tornei disputati: senza dubbio, comunque, questo venticinquenne è un atleta di grandi qualità, tanto da imporsi nel World Masters, nel Grand Slam di Tokyo e nella rassegna continentale asiatica.
Il sudocoreano An Chang-Rim ha brillato nella prima parte di stagione, vincendo il Grand Slam di Parigi, ma non si è poi confermato, mentre la sorpresa relativa è stata quella del belga Dirk Van Tichelt, atleta sicuramente di spessore ma che si è preso, a trentadue anni, un inatteso bronzo olimpico.

GLI AZZURRI
Questa categoria è stata caratterizzata a lungo da una situazione ingarbugliata, con tanti pretendenti al ruolo di leader nazionale. Alla fine, però, a Rio 2016 non ci è andato nessuno: Andrea Regis, che negli ultimi mesi sembrava essere quello messo meglio per raggiungere questo obiettivo, ha dovuto fare i conti con un infortunio che lo ha messo fuori gioco. Nel 2017 seguiremo sicuramente con interesse le gesta di Enrico Parlati, mentre Antonio Esposito è oramai emigrato stabilmente verso gli 81 kg. Quanto a Marco Maddaloni, la sua vicenda ed il conflitto con la federazione sono già stati ampiamente trattati a tempo debito, in una vicenda che avrebbe potuto e dovuto avere un esito diverso.

IL RANKING
1 ORUJOV Rustam AZE 3010
2 HASHIMOTO Soichi JPN 1931
3 ONO Shohei JPN 1900
4 AN Changrim KOR 1870
5 SHAVDATUASHVILI Lasha GEO 1651
6 GANBAATAR Odbayar MGL 1360
7 TATALASHVILI Nugzari GEO 1316
8 MOGUSHKOV Musa RUS 1212
9 MUKI Sagi ISR 1180
10 VAN TICHELT Dirk BEL 1130
11 MACIAS Tommy SWE 1109
12 IARTCEV Denis RUS 1069
13 SHARIPOV Mirali UZB 1060
14 MARGELIDON Arthur CAN 944
15 BOBOEV Giyosjon UZB 914
16 DRAKSIC Rok SLO 902
17 KURZHEV Uali RUS 846
18 WANDTKE Igor GER 838
19 SAIYINJIRIGALA CHN 834
20 KANIVETS Dmytro UKR 806

58 REGIS Andrea ITA 289 
74 PARLATI Enrico ITA 210 
76 ESPOSITO Antonio ITA 208 
95 MADDALONI Marco ITA 133 
191 BRUNO Emanuele ITA 28 
208 MELONI Augusto ITA 24 
230 TOSOLINI Ermes ITA 18 
309 SCOLLO Gesualdo ITA 4 

giulio.chinappi@oasport.it

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Immagine: IJF

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