Ciclismo

Giro d’Italia 2016: i favoriti. Nibali sfida Valverde e Landa

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Sono tre i grandi favoriti per la conquista della maglia rosa in vista del prossimo Giro d’Italia che prenderà il via il prossimo sei maggio da Apeldoorn, in Olanda. Vincenzo Nibali è alla ricerca del bis nella corsa rosa, Alejandro Valverde vuole arricchire ulteriormente il proprio palmares mentre Mikel Landa, lasciata l’Astana per il Team Sky, vuole diventare grande definitivamente.

Dei tre, Nibali è l’unico ad aver già vinto il Giro. Un cavalcata trionfale nel 2013, quando è sbocciato definitivamente il talento del siciliano un anno prima di tentare l’assalto – vincente – al Tour de France. Quest’anno, complici anche le Olimpiadi, Nibali ha deciso di tornare alla corsa che l’aveva lanciato nel 2010 quando, da gregario di Ivan Basso, chiuse sul terzo gradino del podio.

L’avvicinamento alla corsa non è stato ideale, o quantomeno così sembra. Il Giro del Trentino e la Liegi, ultime corse cui ha partecipato, hanno restituito un Nibali scarico e lontanissimo dal livello dei migliori. Prestazioni decisamente insufficienti, forse con i carichi di lavoro svolti in altura ancora da smaltire. Paolo Slongo, il preparatore dell’Astana, non sembra preoccupato ma il rischio di vedere una fotocopia del Tour dello scorso anno, con Vincenzo che ha trovato la condizione solo nelle ultime tappe, è reale.

Il percorso non può che essere adatto all’azzurro, un corridore che non ha veri punti deboli nei grandi giri. Quando è in condizione vola in salita quanto a cronometro: le sue doti di discesista (che potrebbero rivelarsi fondamentali dato il percorso del Giro) sono rinomate ed è difficile trovarlo impreparato nelle tappe mosse dove, anzi, potrebbe guadagnare terreno su tutti gli avversari, meno avvezzi a certi meccanismi. Altro punto di forza la squadra, completa e compatta sopratutto in salita.

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Foto: Pier Colombo

Nonostante la delusione della Liegi, il percorso di avvicinamento di Alejandro Valverde al Giro d’Italia è stato decisamente più agevole rispetto a quello di Nibali. Vittoria al Giro dei Paesi Baschi e alla Freccia Vallone con una facilità quasi imbarazzante per gli avversari.

Dei 18 grandi giri corsi da Valverde in carriera, questo sarà il primo Giro d’Italia. Anche lui, come Nibali, è tentato dalle Olimpiadi e questo sembra essere il miglior avvicinamento a Rio 2016. Lo spagnolo della Movistar, in carriera, è salito sei volte sul podio della Vuelta a España (con una vittoria) mentre lo scorso anno è finalmente riuscito ad entrare tra i primi tre al Tour de France dopo sette tentativi falliti. Potrebbe pagare l’inesperienza al Giro, una corsa radicalmente diversa come percorso e interpretazione rispetto alle altre due, caratterizzata da un territorio vario e mai banale come quello italiano.

Il suo punto di forza, ovviamente, saranno le salite. Ha detto di non essersi mai sentito forte come in questo periodo della sua carriera e date le premesse parte per conquistare quantomento un posto sul podio. Nelle tappe intermedie, sfruttando le sue abilità di corridore da classiche e l’ottimo spunto veloce di cui è dotato, potrebbe guadagnare tanto terreno sugli avversari diretti.

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Foto: Pier Colombo

Ex compagno di Nibali in Astana, Mikel Landa ha lasciato la formazione kazaka per passare al Team Sky durante l’inverno. Dopo aver corso Giro e Vuelta a disposizione di Aru, impensierendo anche il sardo specialmente nella corsa nostrana, il basco desiderava avere più spazio per sé senza compiti di gregariato.

Il Team Sky, da anni alla ricerca di un uomo da tre settimane da affiancare a Chris Froome, ha prontamente ingaggiato quello che sembra essere il talento più puro del panorama internazionale per quanto riguarda le corse a tappe. Esploso al Giro del Trentino 2014, ha faticato ad imporsi in maniera definitiva fino al Giro dello scorso anno. Scalatore vecchio stampo, in salita vola.

Potrebbe pagare l’inesperienza: non è mai stato capitano nelle corse di tre settimane e nelle ultime occasioni ha sempre avuto almeno una giornata storta nella prima metà della competizione. È un’incognita e bisognerà capire quanto e se è maturato mentalmente per il ricoprire il ruolo massacrante di leader.

Dal punto di vista prettamente tecnico, potrebbe pagare la cronometro del Chianti, pur limitando i danni (grazie al lavoro del Team Sky) rispetto alle disastrose prestazioni dello scorso anno nelle prove contro il tempo.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pagina Facebook Team Sky

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