Sci Alpino

Sci alpino: l’Italia del gigante con Nani e le altre punte

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Da due stagioni, Roberto Nani è stabilmente nella top ten mondiale del gigante: non si tratta certo dell’unica punta della squadra azzurra, ma il livignasco, proprio per quanto fatto vedere negli ultimi inverni, sembra la carta migliore da giocarsi in chiave Sölden e per tutta l’annata delle porte larghe.

Ventisette anni non ancora compiuti, l’atleta dell’Esercito è ancora a secco di podi in Coppa del Mondo: tuttavia, negli occhi degli appassionati sono ben presenti alcuni passaggi di gara letteralmente clamorosi, davvero alla pari se non migliori, talvolta, di quelli fatti dai vari Hirscher, Ligety e Pintuault, assoluti dominatori della specialità. Bisogna “solo” mettere insieme queste sequenze eccellenti e il podio non sarà più soltanto sfiorato: in estate, il valtellinese ha lavorato tanto anche in slalom, in modo da abbattere gli altrimenti elevatissimi numeri di partenza, ma il gigante resta ovviamente il settore in cui può meglio mettere in pratica le sue doti tecniche.

Attorno a lui, la squadra è un mix di veterani e di giovani. Di Manfred Moelgg abbiamo parlato pochi giorni fa: il rapido rientro dall’infortunio non gli ha permesso di avere tra le porte larghe gli stessi risultati fatti segnare in slalom, così il pettorale con cui il campione di San Vigilio dovrà confrontarsi sul Rettenbach sarà probabilmente molto alto, tuttavia è sua esplicita intenzione rientrare al più presto nel primo gruppo. Ai primi trenta della start list, per via di alcuni ritiri (tra cui Davide Simoncelli), ha buone chance di restare aggrappato Massimiliano Blardone: negli ultimi due anni, l’arciere delle nevi ha avuto un rendimento molto inferiore a quello della sua carriera, tuttavia non è evidentemente sua intenzione congedarsi dal Circo Bianco con tali prestazioni anonime.

Dietro a Nani, comunque, il secondo italiano a scattare sarà un altro atleta esperto, che però ha trovato proprio nella maturità agonistica (è un classe 1984) le proprie prestazioni più brillanti: stiamo parlando di un Florian Eisath reduce dalla stagione più bella di sempre e l’altoatesino delle Fiamme Gialle punta almeno a rimanere in quella top 15 stabilmente conquistata con costanza e regolarità davvero impressionanti.

Con il non ancora venticinquenne Giovanni Borsotti parliamo invece di un atleta che sembra non aver ancora espresso pienamente il proprio potenziale: il carabiniere di Bardonecchia vale infatti più dell’undicesimo posto conquistato in marzo a Kranjska Gora, miglior risultato eguagliato, e quest’annata servirà proprio per capire se e quale salto in avanti può effettuare.  In Austria ci sarà anche quell’Andrea Ballerin che, proprio a marzo, ha colto a Garmisch-Partenkirchen l’opportunità della vita: il trentino non ha mai avuto troppe chance in Coppa del Mondo e, sulle nevi tedesche, ha saputo conquistare forse all’ultima chiamata un importante piazzamento a punti nonostante il pettorale superiore al 50. Da lì si riparte e da lì si può migliorare, ovviamente.

Mattia Casse, Luca De Aliprandini e Simon Maurberger non hanno invece conquistato punti in CdM nell’ultimo inverno in tale disciplina. Si tratta di tre casi diversi: il polivalente originario di Sauze d’Oulx ha dato da gennaio in poi segnali incoraggianti nelle prove veloci, mancando però la qualifica tra le porte larghe e dovendo così ricorrere, per strappare il pettorale per Sölden, ad una selezione interna brillantemente vinta. Se il suo futuro sarà ancora da polivalente oppure sarà più incentrato sulla velocità. in parte passerà anche dal Rettenbach.
Maurberger è l’altro atleta qualificato grazie alla selezione interna: vent’anni, ha alle spalle solamente due gettoni di presenza nel massimo circuito e dunque deve ancora fare esperienza, sebbene appaia senza dubbio come un prospetto molto interessante in prospettiva futura.

Se la suddetta selezione ha escluso un Alex Zingerle non ancora al top dopo una stagione di fermo, ma comunque da non scartare assolutamente per le prossime gare, Luca De Aliprandini torna invece in Coppa del Mondo quasi un anno dopo la rottura di crociato e collaterale sinistra. Finferlo, com’è soprannominato, si è così visto interrompere un processo di crescita che lo avevo portata, nell’annata precedente, a gareggiare ad armi pari con Nani, ottenendo un sesto o un settimo posto. Sarebbe fantastico ritrovarlo subito lì sin dal Rettenbach, ma il trentino avrà probabilmente bisogno di trovare ritmi e sensazioni e dunque, per la prima parte stagione, non sarebbe da cestinare nemmeno qualche piazzamento a punti in posizione più distante dalle prime.

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foto: credit Fisi

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