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Nuoto, Mondiali Kazan 2015: 4×100 di bronzo ed alieni al femminile in vasca!

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La prima giornata del nuoto in corsia dei Mondiali di Kazan 2015 porta via con sè tanti spunti interessanti sia in chiave Italia che resto del mondo. Partendo dagli azzurri, dopo una sequenza infinita di medaglie di legno e quinti posti, la staffetta 4×100 stile libero italiana maschile finalmente riesce a raggiungere un risultato degno del proprio spessore. Il bronzo iridato con il tempo di 3:12.63 ha finalmente rotto un incantesimo che durava da otto anni, quando la nostra rappresentativa portò a casa un argento in quel di Melbourne. 

Sopra le righe l’ultima frazione di Pippo Magnini in 47.55. Un tempo che ha creato il gap decisivo con il Brasile, rivale diretto per il podio a dimostrazione di un campione che, pur all’età di 33 anni, è sempre in grado di sorprendere e di essere decisivo nel momento che più conta. Inutile negare che anche le circostanze ci sono state favorevoli, con le clamorose uscite di scena dell’Australia e degli Usa, nelle batterie. Tuttavia, i meriti di aver colto un’occasione del genere ci sono tutti con un tempo di grandissimo valore internazionale. Nella gara in questione, si sono confermanti i francesi, campioni del mondo in carica, che nella mattinata avevano rischiato di restar fuori dalla finale, qualificandosi con l’ultimo tempo utile. Equipe che ha dimostrato, comunque, nel pomeriggio di essere più forte della favoritissima Russia, giunta seconda.

Rimanendo in tema staffette, da sottolineare la bella prestazione della 4×100 stile femminile con Federica Pellegrini in squadra. Un sesto posto condito da un record italiano in 3:37.16 in cui però non è stata della “divina” la miglior frazione ma di una Silvia Di Pietro in 53.63 lanciata. Un riscontro estremamente positivo per una gara in cui l’Italia non ha mai costruito tantissimo e su cui, magari in futuro, qualcosa di più si potrebbe fare. Per il resto, un bel segnale la finale conquistata da Diletta Carli anche se il tempo in 4:07.15 non è il suo migliore che avrebbe potuto avvicinarla al podio. Controprestazioni, invece, da parte di Alice Mizzau che dopo il 4:06 dei primaverili non si è ripetuta sulla distanza e non è stata neanche schierata per la staffetta veloce citata. Un tempo che può portare a farsi alcune domande in ottica 4×200 dal momento che la Mizzau, dopo la Pellegrini, è l’atleta più forte in squadra. Vero è che i 400 non sono la sua gara e quindi può aver pagato lo scotto di un esordio mondiale su una distanza che padroneggia poco.

Delusioni, se vogliamo, riguardano il crono di Piero Codia, mestamente eliminato nelle batterie, oppure di Ilaria Bianchi e Elena Di Liddo, apparse completamente fuori condizione. Nello specifico, se per le due ragazze ci sono stati problemi fisici che hanno fortemente condizionato la preparazione, per Codia si possono mettere in discussione i criteri di qualificazione, forse troppo protratti nel tempo. Convocazioni discutibili che riguardano anche Andrea Mitchell D’Arrigo, lontano parente di quello dell’anno scorso, su un tempo (3:51) non degno di un Mondiale.

Venendo ai crono del resto del mondo, spaventose Sarah Sjostrom, Katinka Hosszu e Katie Ledecki. Dei veri e propri alieni dell’acqua che anche oggi si sono messe in evidenza nel loro darsi agonistico. L’americana, con un passaggio folle ai 200m in 1:57, quasi da gara individuale su quella distanza, si è confermata sui 400m come dominatrice dello stile libero femminile siglando un tempo sotto i 4 minuti (3:59.13) semplicemente fantastico e, probabilmente, con una gestione più oculata avrebbe potuto migliorare il suo primato mondiale. Alla statunitense hanno risposto presente prima la Sjostrom, con il record del mondo sui 100 farfalla in 55.74 in semifinale, cancellando il record di Dana Vollmer di Londra 2012 in 55.98 e dando un’impressione di forza incredibile. Nella sua condotta di gara, tante piccole imperfezioni, fanno pensare che nella finale di domani ci possa essere un ulteriore miglioramento. Per chiudere la Hosszu ha cominciato il suo tour de force di 7 gare individuali con i 200 misti annichilendo la concorrenza pur assai qualitativa dell’inglese O’Connor. Il 2:06.84 rappresenta il nuovo limite europeo nonché il miglior tempo per l’ultimo atto. Una dimostrazione di forza in tutti gli stili senza eguali che possono candidare l’ungherese a ruolo di donna dei campionati ma lo sapremo tra qualche giorno.

A chiosa, nuova prova di forza del mostro d’Oriente Sun Yang che sui suoi 400m stile libero si è confermato campione del mondo (3:42.58), sconfiggendo la nouvelle vague del britanico Guy e lanciando un chiaro messaggio al nostro Gregorio Paltrinieri, in ottica 1500. Are you ready Greg? L’acqua ci darà presto una risposta

 

 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Foto: pagina FB Filippo Magnini

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