Artistica

Ginnastica, dimezzare il D Score? Quella proposta di cui non si sa più nulla…

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Abbiamo bisogno di vera ginnastica artistica e ora stiamo penalizzando l’artisticità. Non è quello che volevamo quando abbiamo introdotto questo nuovo sistema di punteggio diviso tra difficoltà ed esecuzione (nel 2006, prima si valutava tutto in base 10.0 senza distinzione alcuna, ndr). Abbiamo bisogno di vedere elementi ben eseguiti e non elementi semplicemente eseguiti“.

 

Vi ricordate queste dichiarazioni di Bruno Grandi, Presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica? Non dovete neanche fare chissà quale salto indietro nel tempo perché basta risalire al 14 ottobre 2014. Si sono appena conclusi i Mondiali di ginnastica artistica, a Nanning nuove discussioni (come sempre…) su alcuni punteggi attribuiti e soprattutto su quanto si è visto in pedana. Le esibizioni di alcune ragazze, a detta del numero 1 del movimento e anche di tanti appassionati, non rispecchiano i dettami dell’artistica e sono mere esecuzioni di acrobatica.

 

Ricordiamo che fu proprio Bruno Grandi a introdurre il nuovo regolamento che dal 2006 costruisce il punteggio su due pannelli: il D Score (difficoltà eseguite) e l’E Score (esecuzione degli elementi). In precedenza vigeva il 10.0 perfetto che non distingueva le difficoltà ma premiava l’esercizio nel suo complesso.

Il Presidente, che lascerà la reggenza dopo le Olimpiadi 2016 al termine di un ventennio rivoluzionario, propose in quella stessa circostanza di dimezzare il D Score: se un atleta porta una nota di partenza di 6.0 questa dovrebbe valere 3.0. In questo modo l’esecuzione avrebbe una valenza più elevata.

Lasciando perdere la valenza o meno della proposta, evidenziamo che purtroppo non ne abbiamo saputo più nulla. In autunno ci si riunirà per iniziare a studiare il nuovo codice dei punteggi che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2017 per l’intero quadriennio che porterà alle Olimpiadi di Tokyo 2020, quelle con le squadre ridotte a 4 elementi.

 

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