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Volley, Mondiali 2014 – Le pagelle dell’Italia: rimonta folle, tanto cuore, che cambi ma…

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Ieri sera, a Cracovia (Polonia), l’Italia vinceva un’incredibile partita contro la Francia per 3-2 (clicca qui per la cronaca) nel secondo match dei Mondiali. Di seguito il nostro commento e le consuete pagelle.

 

ITALIA: 6,5. La media tra il massacro subito nei primi due parziali e l’orgoglio, misto a tanta grinta, tirato fuori nella seconda parte del match e che ha consentito di realizzare il fantastico e palpitante rimontone.

Sia chiaro: è una Nazionale tutta cuore, come ha sempre testimoniato in queste due stagioni nei momenti difficili, ma che è stata ancora molto spenta tecnicamente.

Fanno malissimo gli errori di Kovar, gli enormi buchi lasciati a muro, lo spento Parodi, la poca visione di Travica. Sono dolori contro Ngapeth, Le Rouz, Rouzier che picchiano davvero duro, senza trovare una serie opposizione, con una ricezione azzurra salvata sì dalle percentuali ma che a impressione ha davvero deluso. Tutti aggrappati al solito Ivan Zaytsev, che a tratti gioca da solo.

L’applauso va a Mauro Berruto che ha saputo pescare bene in panchina: Baranowicz in palleggio, Lanza di banda, Colaci alternato come libero sono state le tre rivoluzioni che hanno dato nuova linfa. Certo, non è stata tutta farina del nostro sacco. La Francia ha iniziato a sbagliare in quantità industriale, l’Italia è stata concreta ma certamente non impeccabile.

Ritroviamo comunque il morale, ci sblocchiamo psicologicamente, riemergiamo da una situazione complicatissima, salviamo il nostro Mondiale, ma c’è ancora tanto da lavorare.

La speranza è che questo successo abbia infuso coraggio agli azzurri, che li abbia convinti dei propri mezzi e che abbia alleggerito la pressione.

Siamo impantanati a due punti, quinti nella Pool D, ancora con le spalle al muro: non solo per quanto riguarda la caccia al passaggio del turno ma, guardando in un’ottica più allargata, anche per la qualificazione alla terza fase. Giovedì sera (ore 20.15, diretta RaiSport1) ancora una chiamata senza appello contro il Belgio.

 

IVAN ZAYTSEV: 9. L’unico a giocare ad altissimo livello l’incontro per tutta la sua durata. Lo Zar tiene a galla la nostra Nazionale, è costantemente l’uomo migliore in campo, non abbandona mai il suo status di giocate chiave per l’Italia. Sale in cattedra ulteriormente nel quarto set, quando una sua serie al servizio (3 aces, otto punti consecutivi di squadra) umilia la Francia e indirizzo l’incontro dalla parte giusta. Monumentale anche a muro, con un paio di stampatone decisive. Chiuderà la serata con 25 punti e la Palma di Salvatore della Patria.

 

MICHELE BARANOWICZ: 8. Il suo ingresso ha rivoluzionato la partita. La re-visione tattica di Berruto si compie concretamente nelle mani del nostro palleggiatore che rileva uno spento Travica. Il suo gioco più spontaneo, meno meccanico, poco prevedibile e mette in difficoltà la ricezione francese che inizia a non capirci più niente. Insiste su Zaytsev, fiutando la sua mano calda; chiama in causa i centrali che giocano dei primi tempi ficcanti e che sfiancano la resistenza transalpina; si fa sentire anche sottorete. Uomo della Provvidenza.

 

FILIPPO LANZA: 7. La scintilla che l’attacco azzurro cercava disperatamente nei primi due set. Toglie uno spento Parodi, affianca Kovar non in formissima e dà una mano fondamentale nel rimontone. Il suo inizio è contratto, con un paio di attacchi facili sbagliati, poi si scioglie, coglie alla perfezione le difficoltà francesi e inizia a spingere forte. Baranowicz capisce il suo stato di forma, lo serve più frequentemente e realizza 7 punti.

 

SIMONE BUTI ed EMANUELE BIRARELLI: 6,5. La media tra le due partite giocate dai nostri centrali. I primi due set sono disastrosi: il muro è quasi inesistente, lasciano troppo spazio all’attacco francese, spesso sono anche slegati tra loro e non riescono a farsi sentire nemmeno in attacco.

L’ingresso di Baranowicz li trasforma in fase offensiva e iniziano ad esprimersi deliziosamente con degli ottimi primi tempi. Prendono fiducia, iniziano a lavorare molto bene a muro, bloccando sul nascere Ngapeth e Le Roux. Chiuderanno la serata con 12 punti a testa.

 

JIRI KOVAR: 5-. Non può bastare la buona seconda parte (quattro punti consecutivi tra il finale del quarto set e l’inizio del tie-break) per considerare positiva la sua prova. Sbaglia di tutto nei primi due set e mezzo: battute lunghe o in rete, palle out su facili attacchi in diagonale, stampatone prese in faccia. Ad essere sconsolato è lui in primis che, durante il secondo set, ha addirittura gli occhi lucidi e spenti durante un time-out. Berruto gli dà fiducia, lo tiene in campo e sostanzialmente non sbaglia perché nella seconda metà di partita si trasforma. Da recuperare!

 

MASSIMO COLACI: 6,5. L’invenzione di Berruto. Lo ha portato in panchina sacrificando Piano (in tribuna), pensando già a qualcosa di particolare. La attua all’inizio del terzo set. Il nostro secondo libero si alterna con Salvatore Rossini per la fase difensiva: sarà granitico al suo vero debutto importante al Mondiale. SALVATORE ROSSINI (6) stava affondando con la squadra nei primi due parziali, poi l’affiancamento del compagno gli ha consentito di sfruttare al meglio le proprie capacità.

 

SIMONE PARODI: 4. Davvero impalpabile. L’attacco azzurro nei primi due set sbaglia molto, conclude poco e ci complica la vita. Lo schiacciatore non riesce a cambiare ritmo e viene sostituito a metà del disastroso set. Non rientrerà più perché Lanza gioca molto bene. A referto con tre punti.

DRAGAN TRAVICA: 4. Troppo prevedibile, meccanico come lo ha definito Toniutti. Il suo sistema di gioco è il consueto: appoggiarsi a Zaytsev, ma con palloni facilmente leggibili dai francesi. Tanto che lo Zar viene murato in alcune circostanze.

SIMONE ANZANI: S.V. Debutto iridato per il giocatore più giovane della nostra rosa. Subentrato per un paio di punti sul finire del tie-break. Tutta esperienza.

Non entrato: LUCA VETTORI.

Non a referto (lasciati in tribuna): MATTEO PIANO, GIULIO SABBI.

 

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