Un disco intramontabile quello di Mimì, registrato in appena una settimana dopo l’incredibile successo riscosso con “Almeno tu nell’universo“, brano piazzatosi al nono posto nella classifica della trentanovesima edizione del Festival di Sanremo, nonché vincitore del nostro contest Sanremo History.

Non ne avremo mai abbastanza. Perché nei cinque giorni che accompagnarono la trentanovesima edizione del Festival di Sanremo, nello specifico dal 21 al 25 febbraio del 1989, il mosaico della musica italiana aggiunse un ulteriore tassello, forse l’ultimo davvero intramontabile del suo repertorio fino a questo momento. Sul palco del Teatro Ariston infatti, sotto una conduzione affidata ai “figli di papà” Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi – che rimase alla storia per essere totalmente inadeguata, scomposta e inefficace – piombò nuovamente sulle scene l’immensa Mia Martini che, dopo un silenzio durato oltre sei anni causato da due interventi alle corde vocali e dalle terrificanti maldicenze sul suo conto, presentò il monumento musicale Almeno tu nell’universo.

Come spesso è capitato nella storia della Kermesse, la posizione in classifica non rispecchiò assolutamente la risonanza maestosa del brano, entrato di diritto nella nostra storia malgrado il nono piazzamento finale. L’aspetto curioso è che il successo del pezzo scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio colse di sorpresa anche la stessa artista e il suo entourage che, spinti dal ritrovato e meritato clamore, pubblicarono di fretta e furia “Martini Mia…”,  album registrato in una sola settimana e consegnato al pubblico il 4 aprile del 1989 per Fonit Cetra.

Nonostante la gestazione lampo la fatica discografica sembra tutto fuorché un disco rattoppato. Appare infatti addirittura più coerente di molte produzioni odierne che hanno alle spalle anni di lavoro. Il file rouge che unisce i dieci episodi è senza dubbio legata all’autorialità degli autori coinvolti: figurano infatti, oltre al già citato Bruno Lauzi e alla stessa Mia Martini, Enzo Gragnaniello, Giorgio Conte e Franca Evangelisti, penne ideali per le intramontabili capacità interpretative di Mimì, ritornata finalmente in auge dopo il baratro.

Oltre al capolavoro sanremese da segnalare la presenza di “Donna, episodio composto da Gragnaniello  che consentì alla cantante di Bagnara Calabra di ottenere un ottimo riscontro radiofonico in radio, partecipando al Festivalbar in estate e conquistando il disco d’oro con oltre 100.000 copie vendute; tra gli altri brani impossibile non citare “Notturno“, uno dei capisaldi della Mimì reinassance, e l’altro singolo “Spegni la testa“, ulteriore testimonianza di una carriera impantanata per troppo tempo e finalmente ripartita: seguiranno non a caso pochi anni più tardi altri cult come “La nevicata del 56” e “Gli uomini non cambiano, ultime gemme preziose di una carriera conclusa, fatalmente, davvero troppo presto.

VOTO: 10/10

AGGETTIVO:  ETERNO

TRACKLIST:

1. Almeno tu nell’universo
2. Donna
3. Spegni la testa
4. Strade che non si inventeranno mai da sole
5. Amori
6. Notturno
7. Agapimu
8. Formalità
9. Statte vicino a me
10. Il colore tuo

ARTISTA: MIA MARTINI

ALBUM: MARTINI MIA…

ANNO: 1989

ETICHETTA: FONIT CETRA

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