Ep cover

Non è un segreto che Shiva voglia imporsi come il nuovo Sfera. Il ragazzo ha già all’attivo due album di successo che gli hanno fatto scalare le gerarchie del Trap game tricolore. Questo ep doveva essere un altro gradino in meno verso la vetta, e invece…

Shiva è un trapper milanese classe 1999. Nonostante la giovanissima età ha alle spalle due album e singoli di successo con niente meno che Sfera (“Soldi in nero”). Con questo Ep torna sul mercato a 2 anni di distanza dall’ultimo album “Solo”, e lo fa con l’immancabile carrellata di feat prestigiosi.

Non si può partire ad analizzare l’ep se non dal suo singolo spacca classifiche. Il feat con Tha Supreme (qui sia dietro la console che al microfono) ha fatto il botto fin dalla sua pubblicazione, eppure… la collaborazione fra i due ragazzi prodigio della Trap italiana non è artisticamente chissà cosa: un base ormai standard di Tha Supreme in cui Shiva incastra barre sull’ascesa sociale e la sua street credibility che ormai abbiamo sentito e risentito da lui. Nella parte vocale del producer romano è come al solito un barocco susseguirsi di vocalizzi devastati da quintalate di autotune. Un brano discreto, era lecito attendersi molto di più dall’incontro di queste due promesse.

Anche il feat con Capo Plaza è sotto le aspettative. Su una base lenta e giocata su giri di piano minimali, i due trapper incastrano barre sulla vita di strada e l’amicizia. Siccome nessuno dei due proviene da quel mondo, pur avendolo evocato fino alla nausea nei loro precedenti lavori, quel che infilano in questo brano è una serie di banalità trite e ritrite. Né la base né il testo sono particolarmente interessanti: un brano che si assesta sulla sufficienza stiracchiata.

“Milano ovest” con il buon Marra segue la stessa traiettoria del feat con Capo Plaza, ma il risultato è decisamente superiore. La base è un rap vecchia scuola riaggiornato senza eccedere, le barre sono qualitativamente molto superiori, sebbene non eccezionali. Una collaborazione riuscita, speriamo esca come singolo con video.

Passiamo alle fatiche individuali di Shiva. “Domani” è un brano così simile a quelli inseriti nell’album “20” di Capo Plaza da rasentare il plagio: la base è un’Ava un pò meno cupo, il testo pare partorito proprio dal trapper salernitano. Stesso discorso vale per “Figlio della calle” e “Scarabeo”: brani così derivativi da sembrare altrui, non fosse per la firma sui credits.

“Diario di Noel” pesca dall’ultimissimo Fred De Palma: brano lento ed intimistico con sentori latino trap. Non male, ma questo genere riesce molto meglio al rapper torinese.

In definitiva un ep profondamente derivativo. Un outtake di “20” di Capo Plaza con una nota di colore data dalla presenza di Tha Supreme. Shiva aveva fatto intravvedere molto di meglio in passato: non è mai stato un trapper originale, ma un buon rifacitore di stili altrui sì. Qui ricalca fino ad essere pedissequo i colleghi di squadra, risultando un doppione tanto ben fatto e laccato quanto inutile.

VOTO: 5/10

AGGETTIVO: DERIVATIVO

TRACKLIST

  1. Domani – 3:17
  2. Chance (feat. Capo Plaza) – 3:02
  3. Figlio della calle – 3:05
  4. Milano Ovest (feat. Marracash) – 2:51
  5. Scarabeo – 2:57
  6. Calmo (feat. Tha Supreme) – 2:31
  7. Diario di Noel – 3:06

EP: ROUTINE

ARTISTA: SHIVA

ANNO: 2020

ETICHETTA: JIVE, SONY

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