Di Roberta Giallo

“LA MUSICA SAPIENZIALE DI BARBARA ERAMO”

 

Ero piccola. Forse bambina, forse adolescente: le due cose talvolta sono interscambiabili.

Fino alla vecchiaia credo mi accompagnerà la mia parte bambina, e questo mio auto-accompagnarmi non credo vada scambiato con l’immaturità, piuttosto interpretato come la consapevolezza di aver maturato che “certe parti di noi” non ci abbandoneranno mai, perché saranno eternamente connesse al nostro “spirito”, se glielo concederemo.

Parlo di parti di noi e in un certo senso dell’invecchiare, non a caso. E dico non a caso perché anche con la musica di alcuni artisti “accade qualcosa di simile”. Essi crescono, ma non invecchiano, perché conservano un “quid ultra-temporale” nella loro musica.

Il presupposto, per conservarlo, ovviamente, è che ci sia.

 

Ora vi dirò che la musica di Barbara Eramo, da quando io l’ho scoperta (attraverso la tv che allora trasmetteva il Sanremo del 1998) non ha davvero mai avuto “confini”, coerentemente con il titolo di quella stessa canzone con la quale esordì al festival, insieme a Passavanti, con quel pezzo intramontabile che mi conquistò al primo ascolto: SENZA CONFINI.

 

Allora era già emersa, a mio avviso, la luce della voce di questa importante artista, che è poi un’interprete, ma anche una cantautrice, ma anche una che fa  quella che io chiamo e chiamerei musica sapienziale, ovvero, musica per lo spirito, musica che possa “elevare”, portare l’ascoltatore ad un livello molto alto di comprensione/interpretazione della realtà e di se stesso.

 

E io sono sempre stata affascinata da chi nella musica mette in gioco e si mette in gioco con questo “quid”, questa specie di sezione aurea dell’anima, rivelandosi, spogliandosi di tutto, fino ad arrivare all’essenza.

Barbara ha da sempre una bellissima voce, una grande estensione, un viso dolce e pulito come il suo sguardo, cristallino, “magico”, ma ha anche altro, appunto, la capacità di elevarci con la sua musica, anche intenzionalmente. Con una grande e precisa consapevolezza.

 

Da un po’ di tempo a questa parte apprezzo molto chi fa della sua musica anche una specie di terreno “didattico”. In un mondo “malato”, insegnare a distaccarsi dalla contingenza, a coltivare la parte sensibile dell’intelletto, l’intelligenza emotiva, può giovarci.

Ritengo il suo un atto tra l’artistico e il religioso, anzi, più spirituale che religioso, perché è “suo”, intimamente suo, anche se estendibile ad altri.

 

Mi è capitato più recentemente, come spesso capita oggi, di imbattermi in un suo pezzo condiviso tra l’altro sulla bacheca di un altro bravissimo e sensibilissimo musicista_ colgo l’occasione per salutarti caro Dap_; il pezzo si chiama EMISFERI, e non trovo altro modo per tentare di definirlo, se non  quello con cui ho voluto dare un senso e una direzione a tutto questo articolo:  MUSICA SAPIENZIALE.

Il suo scopo è “insegnare” l’approccio/l’iniziazione  ad una conoscenza superiore, che va a collocarsi in una specie di movimento progressivo pre-razionale o post-razionale della sensibilità, tutto messo in atto dall’aderenza di musica e testo, di melodia e significato, di interpretazione e anima della canzone.

Una musica che parte dallo sguardo dell’intelletto nello spazio dentro se stessi per poi abbandonarlo e farsi intuizione, sensibilità. E’ sorprendente!

 

Ho trovato anche coerente e quasi necessario con questo “tipo” di canzone-legata-al-video, il fatto che Eramo abbia aggiunto a pié di video, su youtube, proprio una specie di spiegazione o linea guida di approccio all’opera, con la quale orientarsi nell’interpretazione o/vel nella fruizione.

 

La canzone, l’interpretazione, il video, tutto converge verso una direzione, verso un mondo onnicomprensivo, totalizzante:  allego le parole di Eramo, perché possa spiegarvelo direttamente, perché  le sue parole possano illuminare il vostro approccio a qualcosa di prezioso, che presuppone un lavoro tra professionisti, ma anche tra anime nobili.

E se è vero che “le canzoni non si spiegano”, o pare che molti di questo siano convinti, io credo che per questo “tipo” di canzoni, che forse con licenziosa licenza definisco “sapienziali” diventa invece utile, se non necessario, un approfondimento, una linea guida, perché la “medicina” possa essere più efficace e sortire l’effetto nella sua totalità.

 

“LA CLIP DEL SINGOLO Sinestesia degli “Emisferi”: ovvero canzoni per immagini.

Chiamiamola sintesi sensoriale: la sinestesia nasce nel momento in cui i sensi vanno in cortocircuito. Un black out molto piacevole per la nostra mente in cui “guardiamo con le orecchie” e “ascoltiamo con gli occhi”. La clip di Emisferi, il nuovo singolo di Barbara Eramo, gioca con la stessa destrezza del funambolo con le percezioni della mente. Nulla è più astratto della musica, eppure ognuno vive un proprio film sensoriale quando è avvolto dalle note. Questa sfida in motion graphics alla base del nuovo brano dell’artista, ha il potere di ipnotizzare le nostre menti verso una visione comune. L’ambizione è proprio qui: descrivere immagini che sembrano generate al momento dai versi e dalle note di “Emisferi”. Un flusso di pensiero che sembra germogliare dalle note; oppure sono le immagini a suggerire i versi della canzone? La piacevole ambiguità di questo viaggio siderale, un cosmo da cui nascono cerchi concentrici, sezioni auree, i dualismi del maschile e del femminile, dimostrano come anche nel linguaggio audiovisivo Barbara Eramo sappia essere lontana anni luce dalla ridondanza della comunicazione odierna. Lasciarsi cullare da questo viaggio spazio-tempo, è come rigenerarsi dal lessico autoreferenziale ed effimero dei social, che oggi sembrano dettare i tempi di ogni espressione musicale e filmica del nuovo millennio. Il video non vuole stupire o innovare, bensì creare una connessione indissolubile con la musica. Come se le immagini non potessero muoversi senza la musica e viceversa, come se fossero state concepite dalla stessa mente e nello stesso istante. Una concezione divinistica e sinestetica dell’arte in quanto tale. “

 

Emisferi: scritto da Barbara Eramo

arrangiato e prodotto da Roberto Procaccini / Terminal 2 Studio

mix Roberto Rosu

mastering Fabrizio De Carolis / Reference Studio label MBC

Musica video di Sergio D’Innocenzo

Ufficio stampa: Alessandra Ballarini

 

 

Leggi QUI l’articolo originale sul sito del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti

 

Roberta Giallo

Laureata in Scienze Filosofiche, Roberta Giallo è cantautrice, autrice, performer, pittrice etc. Si definisce un “ufo” o “un’aliena perennemente in viaggio”. Ha già scritto di musica per Vinile e All music Italia. Musica in Giallo è la sua prima rubrica musicale per MeiWeb e per OAPlus.

 

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