Dive della Canzone, Icone Gay
Album cover "Tutto o Niente" (2000)

di Andrea Direnzo

MIETTA

Tutto o niente

(WEA, 2000)

Di aggettivi se ne sprecherebbero a profusione parlando di Mietta. Di bella, è bella (se mai vi capitasse di ritrovarvela di fronte, state certi che vi mancherà per un attimo il fiato); di brava, è brava (è un dato oggettivo, quasi scientifico, come la rotazione della terra intorno al sole); insomma non le manca davvero nulla. «Il segreto di Mietta è certamente racchiuso nella sua voce – scrive Gianni Borgna in Storia della Canzone Italiana (Arnoldo Mondadori Editore, 1992) – potente e duttile a un tempo, da blues singer». Madre Natura l’ha dotata di un talento speciale e soprattutto in costante evoluzione. La sua carriera, iniziata nel 1988 con una bella ma edificante bocciatura nelle “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo (era in gara con Sogno di Claudio Mattone), è più unica che rara. Cantante, attrice, scrittrice, a tratti personaggio televisivo, Daniela Miglietta – questo il suo vero nome – nata a Taranto sul finire dei mitici anni Sessanta, di strada ne ha fatta tanta, alternando – ma questo è normale – periodi gloriosi ad altri un po’ in ombra. Alla fine, però, Mietta è Mietta e per chi appartiene a una determinata generazione, quella dei quarantenni di oggi, lei entra di diritto nella preziosa categoria “artisti dispensatori di emozioni indelebili”, di quelle che restano impresse nella memoria e durano tutta la vita.

Mai adagiata sugli allori, non ha voluto fossilizzare se stessa o ingabbiarsi in un cliché, ma ha osato, ha ricercato, ha sperimentato, pagando sulla propria pelle il coraggio delle sue scelte. Agli occhi di chi ragiona in termini di numeri e profitti, tutto ciò potrebbe sembrare assurdo. Chi, invece, ne ha compreso l’essenza, ha continuato a sostenere il suo percorso artistico. Esattamente vent’anni fa, nel 2000, il terzo millennio per lei si inaugura alla grande, grazie alla fortunata partecipazione sanremese con Fare l’amore, gioiello composto dai fratelli Pino e Armando Mango su testo di Pasquale Panella, senza dimenticare l’azzeccato arrangiamento dal raffinato tocco elettronico di Rocco Petruzzi. Solo tredicesima nella classifica finale, la canzone è cresciuta negli anni arrivando fino ai giorni nostri, ricordata certamente molto più della vincitrice Sentimento della Piccola Orchestra Avion Travel, diventando uno dei “pezzi forti” della cantante. Il brano fa capo alla prima raccolta di Mietta, Tutto o niente, contenente in totale quindici tracce, tra cui due inediti, la già citata Fare l’amore e la funkeggiante Ancora insieme a te (cover di The Second Time Around degli statunitensi Shalamar), undici successi e due remake, Il gioco delle parti di Mariella Nava e Sto senza te di Sergio Laccone, originariamente negli LP Volano le pagine del ‘91 e Lasciamoci respirare del ‘92.

Non poteva mancare il famosissimo “trottolino amoroso dudu dadada” di Vattene amore, terzo posto a Sanremo ‘90 di cui ne è la canzone simbolo, qui in versione solista, senza il pigmalione Amedeo Minghi, anche autore della classica Canzoni (primo posto “Nuovi” a Sanremo ‘89) e dell’intensa Dubbi no da Sanremo ‘91. Seguendo l’ordine cronologico, si riascolta con un tocco di sana e adolescente nostalgia Figli di chi insieme al collettivo I Ragazzi di Via Meda (indirizzo della sede milanese della Fonit Cetra) da Sanremo ’93; fa piacere ritrovare due episodi da Cambia pelle del ‘94, è di nuovo gennaio di Gatto Panceri e Fuori a firma del trio Borzi/Paoni/Artipoli, singolo che manifesta la prima svolta musicale della cantante tarantina. Ben quattro brani dall’album La mia anima del 1998: la title track, l’hit Angeli noi, Dammi tutto dammi niente e Musica che scoppia, non altro che la Hot Stuff di Donna Summer riproposta in italiano. Ottima idea quella di includere Un’avventura (più frame finale di 7 e 40) di Lucio Battisti, proveniente dal secondo capitolo Innocenti evasioni del 1994 in omaggio al cantautore.

Per un nuovo progetti di inediti bisognerà attendere Per esempio… per amore del 2003, scritto, prodotto e arrangiato da Armando Mango, esempio di pop elettronico con piglio rock di altissimo spessore, purtroppo all’epoca poco promozionato. Tutto ciò che è venuto dopo, compreso l’ultimo Sanremo nel 2008 con Baciami adesso, ha spostato ancora una volta Mietta su altri orizzonti musicali, sicuramente più proiettati verso la canzone d’autore (tra questi Neffa, Simone Cristicchi, Mario Venuti) in lavori come 74100 del 2006 o verso apprezzabili prove da autrice in Due soli… del 2011, album che rappresenta un “pezzo di vita cantata” da parte di un’interprete sensibile e appassionata, purtroppo l’ultimo ad oggi. Tra maternità, scrittura (due romanzi e due audiolibri dedicati all’infanzia) e collaborazioni dal sapore jazz con Dado Moroni e Andrea Dessì dei Marea, la voglia grande, grandissima, forte, fortissima, di esserci in musica e aprirsi al nuovo con gli ultimi due singoli del 2019, Milano è lì dove mi sono persa, Cloro e l’imminente Sprits Campari. Quella ragazzina appena diciassettenne di Taranto, partita alla volta di Roma con un sogno in tasca, è ancora qui a scrivere la sua meravigliosa storia…

Discografia

  • 1990. Canzoni (Fonit Cetra)
  • 1991. Volano le pagine (Fonit Cetra)
  • 1992. Lasciamoci respirare (Fonit Cetra)
  • 1993. Mietta e i Ragazzi di Via Meda (Fonit Cetra)
  • 1994. Cambia pelle (Nuova Fonit Cetra)
  • 1995. Daniela è felice (Nuova Fonit Cetra)
  • 1998. La mia anima (WEA)
  • 2000. Tutto o niente (WEA)
  • 2003. Per amore… per esempio (WEA)
  • 2006. 74100 (Ambra Music/Sony&BMG)
  • 2008. Con il sole nelle mani (Dafra/Sony&BMG)
  • 2011. Due soli… (Carosello)

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Crediti Foto: LaPresse

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