Raffinata, di classe, ricercata, istrionica, elegante e camaleontica: Carla Bissi, in arte e in musica Alice, è senza ombra di dubbio una delle ugole femminili più interessanti del panorama italiano.

Iconica nella sua fortunata partecipazione al Festival di Sanremo del 1981, caldeggiata dal lungimirante produttore Angelo Carrara, lo vince con l’oramai storica “Per Elisa”, scritta assieme a Franco Battiato e Giusto Pio, contenuta nell’album “Alice” uscito pochi mesi dopo il Festival. Gli anni ottanta segnano l’inizio della collaborazione di Alice con Battiato, che insieme a Giusto Pio e Francesco Messina firmerà per lei successi internazionali quali “Il vento caldo dell’estate”, “Messaggio”, “Una notte speciale”, che rendono ad Alice un successo addirittura più d’oltralpe che di patria. L’epopea dorata dei gloriosi ottanta continua nell’82, quando Alice realizza uno straordinario duetto con Franco Battiato sulle note di “Chanson egocentrique” brano tratto dal fortunato album “Azimut” dello stesso anno, fuori per la EMI, che a quasi quarant’anni dalla sua uscita si conferma uno dei lavori più straordinariamente all’avanguardia della cantante e pianista.

Con un team di professionisti più che blasonati alla sua realizzazione – si va da Franco Testa e Paolo Donnarumma al basso, Matteo Fasolino al pianoforte, tastiere e sintetizzatore, Filippo Destrieri alle tastiere, Alfredo Golino alla batteria e alle percussioni, passando per Claudio Bazzari e Alberto Radius alle chitarre e Claudio Pascoli e Giorgio Baiocco al sax, fino agli arrangiamenti di Battiato ed Eugenio Finardi – “Azimut”, che in astronomia è una delle due coordinate di un astro, è un album riprova dell’eclettismo che da sempre contraddistingue Alice, la quale realizza un lavoro magistrale di nove tracce estremamente coinvolgente e di fruizione più ampia rispetto alla più settoriale produzione precedente, innegabilmente permeata dalla colta influenza più criptica di Battiato. I testi sono genuini, forti, autentici, le sonorità spaziano dal rock – folk graffiante di pezzi come “Laura degli specchi”, “Deciditi”, alle atmosfere più melodiche ed intimiste di “Azimut”, “La Mano”.

Trentotto anni sono trascorsi dalla pubblicazione di questo gioiello di Alice decisamente ultramoderno, rifuggente qualsivoglia etichetta ed estremamente composito, peculiare e sui generis per l’epoca, che ha squarciato gli stilemi e le sovrastrutture ignorando amabilmente la discussione sul porsi o meno la sterile questione dei “generi”, mantenendo intatte la qualità e la credibilità che solo il talento e la versatilità di un’artista come Alice possono garantire, trascurando a ragione le mode fatue del momento a favore di una produzione musicale genialmente visionaria che, non a caso, a distanza di quasi quattro decadi fa ancora scuola.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: AVANGUARDISTA 

TRACKLIST:

  1. Azimut
  2. A cosa pensano
  3. Animali d’America
  4. Deciditi
  5. Messaggio
  6. Principessa
  7. La mano
  8. Chanson egocentrique
  9. Laura degli specchi

ARTISTA: ALICE

ALBUM: AZIMUT

ANNO: 1982

ETICHETTA: EMI

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