Mietta a Taranto. Frame del video "Spritz Campari"

Spritz Campari è il tormentone che segna il ritorno di una Mietta post-quarantena per l’estate 2020. Avvenente, determinata e dai bollenti spiriti, è nuovamente pronta ad annegare la tristezza nell’alcol.

A risvegliare la Tigre è il team di lavoro di Milano è dove mi sono persa e Cloro, ovvero: Diego Calvetti alla produzione, il trittico Valerio Carboni/Karin Amadori/Vincenza Casati alla scrittura e composizione e Mauro Russo alla regia. Etichetta discografica Platinum Studio, distribuzione The Orchard.

Daniela, per tutti Mietta, rimette piede sulla scena pop a gambe scoperte, consapevole della sua intramontabile bellezza e iconicità. Armata di tacchi eccitanti, ricci ribelli, bambola voodoo, tempestata di spilli, e numeri rivelatori, inizia il suo canto da sirena ammaliante, maliziosa e per giunta diabolica. Un canto epurato da quegli acuti da diva divina che ora riserva solo alla Daniela jazz, pronta a tornare quando meno te l’aspetti.

Si inizia con il 3, il numero perfetto, con cui prendere consapevolezza dell’imperfezione di un rapporto basato esclusivamente sul sesso. Il protagonista del brano è dunque il partner, sicuro di sé e dominante, che nel momento in cui viene messo alla porta chiede: “Cosa vuoi?” Ma oramai è troppo tardi: Daniela è depressa, non ci sta più a vivere di solo sesso e affoga la storia in uno Spritz Campari per godere d’altro; magari di 100 occhiali nuovi, magari di un nuovo uomo.

“8, a te piaceva sopra, a me piaceva sotto” canta, rivelandoci la sua posizione preferita del Kamasutra. Una Mietta predisposta dunque al sesso romantico e al ruolo della donna passiva e estremamente femminile. Una Mietta che balla, ride, ammicca e medita vendetta: “Che sia maledetto!”. E qui scattano il 13 (numero karmico che rappresenta la morte, la trasformazione e la rinascita) e il 17 (secondo un’antica credenza popolare simboleggia l’arrivo di eventi funesti).

Ogni riccio un capriccio, ogni ricordo uno spillo da restituire al mittente. Ed è proprio questo a evidenziare che forse quell’uomo sarà proprio il suo disco rotto: quel du du da da da che autocita, rendendo omaggio a Vattene Amore nel 30° anniversario della sua pubblicazione, e che contrappone per convincersi che è veramente finita.

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DICHIARAZIONI 

Mietta racconta così il brano, prodotto artisticamente da Diego Calvetti e Valerio Carboni: «È un brano volutamente e magicamente leggero. È la voglia di staccare per un attimo e riuscire a non pensare a tutto ciò che abbiamo visto e sentito dall’inizio dell’anno. È la sintesi di ciò che in molti, in questi mesi, abbiamo capito: abituati a correre troppo, andare ovunque e volere tutto, ci è capitato di doverci bloccare e di riflettere su cosa sia importante: a volte anche solo una bevuta con gli amici o capire se la persona con la quale stiamo sia quella giusta. La forza di questo brano è che è difficile da non canticchiare e mi piace l’idea che questa estate ci possano essere una serie di ‘duetti’ improvvisati tra me e gli ascoltatori».

Per questa strana estate 2020 il tormentone alticcio, sopra le righe e con un retrogusto malinconico di Mietta si pone sulla stessa pista da ballo di Aiello, che in Vienimi (a ballare) canta “Hai iniziato con la mano”, “Prometto a me stesso che non ti cerco più”, “Amore portami a bere tequila, sale e limone”.

Il co-autore e co-produttore Valerio Carboni mi ribadisce l’ispirazione testuale dettata dalla ripartenza post-Covid: «In questo brano abbiamo cercato un approccio testuale abbastanza ‘leggero’, sia per il periodo estivo alle porte, che per il fatto che stiamo (si spera!) uscendo da un periodo molto cupo, a causa della pandemia in atto. C’è un tempo per stare seri, riflettere, pensare, ma c’è anche un tempo per rilassarsi, respirare, e magari togliersi qualche sassolino dal passato. Lo Spritz Campari rappresenta questo, la voglia di “staccare” da una brutta situazione, per rimanere leggeri e non pensare più a niente».

E interpellato sull’aspetto musicale, che consegna alla storia una nuova Mietta, aggiunge: «La musica invece riflette la nuova veste di Daniela, non troppo fedele alle tradizioni, con una sana voglia di trasgredire e rinnovarsi, sotto la falsa riga della strada intrapresa da “Milano è dove mi sono persa”. Io, Karin e Vincenza formiamo un team solido, siamo prima di tutto amici, e ci divertiamo un mondo a scrivere insieme. Penso che questo si rifletta anche nelle nostre canzoni più scanzonate».

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VIDEO 

Il nuovo brano di Mietta, dal titolo “Spritz Campari” , è disponibile dal 3 luglio in digitale, in radio e, in contemporanea, anche in versione video. Girato da Mauro Russo e Druga, è totalmente ambientato nella Taranto vecchia: è lì che si aggira una donna (interpretata da Mietta) intenta a cercare un modo per far “pagare il conto” all’ex che l’ha tradita.

TESTO 

Tre numero perfetto
ma a te chi te l’ha detto
che pensi solo al sesso

Tredici che sia maledetto
che sia maledetto
che sia maledetto

Il diciassette è meglio stare a casa
ma a casa ci sei tu
e allora me ne vado via
otto a te piaceva sopra
a me piaceva sotto

se non ha funzionato tra di noi
non è per colpa di uno specchio rotto
è che noi non ci capiamo proprio
mi chiedi cosa vuoi

Voglio solo uno Spritz Campari
oppure mille paia di occhiali
uno per ogni volta che vorrei non guardarti più
non è vero che mi rimani
in testa come le canzoni
come quelle che ascolti
soltanto una volta e poi non le scordi più
tipo quella là che fa “du du da da da da”

Sei non so più chi sei
se lo volessi sai
potrei chiederlo a lei

sette sono le meraviglie
come le tue spalle
come le mie caviglie

ma un giorno abbiamo smesso di guardarci
ormai la nostra storia
suonava come un vecchio disco rotto
a te piaceva sopra a me piaceva sotto

Se non ha funzionato che ne sai
di tutti i posti in cui non siamo stati
i messaggi e i sogni mai scambiati
mi chiedi cosa vuoi

Voglio solo uno Spritz Campari
oppure mille paia di occhiali
uno per ogni volta che vorrei non guardarti più
non è vero che mi rimani
in testa come le canzoni
come quelle che ascolti
soltanto una volta e poi non le scordi più
tipo quella là che fa “du du da da da da”
tipo quella là che fa “du du da da da da”

Ah mi chiedi solo adesso cosa vuoi
ma prima tu non me l’hai chiesto mai
cosa vuoi

Voglio solo uno Spritz Campari
oppure mille paia di occhiali
uno per ogni volta che vorrei non guardarti più
non è vero che mi rimani
in testa come le canzoni
come quelle che ascolti
soltanto una volta e poi non le scordi più
tipo quella là che fa “du du da da da da”
tipo quella là che fa “du du da da da da”

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Ugo Stomeo
Laureato in Scienze della Comunicazione con tesi filosofico-musicale su “Adorno e la musica leggera in Italia”, è stato membro dell’Osservatorio Musicale Salentino a seguito del corso di giornalismo e critica musicale “Scrivere di Musica” tenuto dal musicologo Gianpaolo Chiriacò presso l’Università del Salento. Ha collaborato con le testate giornalistiche digitali Pride Online, NightGuide, 20centesimi, Un Filo-Blues ed è stato responsabile comunicazione per la “Notte di Mare” di Melendugno, giurato in contest musicali come il B-Live Music Fest di Lecce e opinionista in spettacoli di varietà come “Armonie di vita”, svoltosi presso il teatro Antoniano di Bologna. Dal 2019 è direttore e caporedattore del digital magazine OA Plus e addetto promozione per PMS Studio, etichetta discografica indipendente di Raffaele Montanari. Dal 2018 è autore e critico musicale per il web magazine FareMusic di Mara Maionchi e Alberto Salerno, nonché personal manager del chitarrista e compositore pop-jazz Andrea Dessì. Appassionato dei grandi protagonisti dell’arte e della musica in particolare, con un debole per le dive e i cantautori italiani, famosi o meno, è attivo sulla sua pagina 'Blog' di Facebook HIT NON HIT dal 2017. Da freelance è anche addetto stampa, booking agent musicale, event e social media manager, art director per spettacoli e progetti musicali, biografo e sceneggiatore di videoclip.

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