Latin jazz, jazz, blues, Biagio Antonacci, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Bologna Jazz festival
Crediti Foto: Simona Zanicheli

Già all’inizio della chiacchierata con Andrea Dessì si percepiscono alcune caratteristiche di questo talentuosissimo chitarrista e compositore: Andrea è pacato ma molto innamorato della musica, che fa parte della sua vita fin da giovanissimo.

Nel 2010 riceve il “Premio alla Carriera Internazionale Nino Rota” a Cava dei Tirreni e dicono di lui: “Musicista di livello mondiale, le sue dita accarezzano le corde scandendo momenti di alta professionalità”. Recentemente Claudio Milano ha scritto: “Dessì edifica trame sulle quali può “danzare” anche da solo, generando vortici che fanno eco a De Lucia e John McLaughlin. Un momento di bravura, di quelli che richiamano applausi a gran voce”.

Molti di voi ricorderanno il brano hit di otto estati fa, “Non vivo più senza te”, cantato da Biagio Antonacci. Ecco, la meravigliosa musica, mix tra tango, pizzica, fusion è di Andrea Dessì con la spettacolare fisarmonica di Massimo Tagliata. E’ curioso sapere che il brano era stato composto già anni prima, Biagio se n’è poi innamorato e ci ha scritto un testo poetico e accattivante, aggiungendo lo special.

Un paio di anni fa Andrea ha poi fatto uscire la versione instrumental.

L’atmosfera latina ed esotica permea anche i racconti di questa intervista. Immaginate di essere in Spagna e sorseggiare un’ottima sangria al tramonto di Valencia, alla Playa de la Malvarrosa…

INTERVISTA

E’ appena uscito il tuo ultimo singolo, Mi Perdido Amor, che in realtà fa parte di un progetto discografico più ampio che poi ci racconterai: com’è nato il featuring di questo brano con la meravigliosa voce di Mietta e la collaborazione di Massimo Tagliata, grande musicista?

Questo pezzo l’ho scritto diversi anni fa, sempre nel periodo del fortunato brano che ho composto “Non vivo più senza te” (che avevo scritto già tempo prima della sua uscita “ufficiale” nel 2012).

Nel 2016 mi sono trovato con Massimo, amico e musicista con cui collaboro da tantissimo e Daniela (Mietta), per una sessione di registrazione di una serie di brani. Infatti con loro avevamo anche creato qualche anno fa un “Progetto Jazz” da cui era nato un altro brano che ha avuto successo, “Semplice”.

L’arrangiamento finale di “Mi Perdido Amor” invece è stato fatto in tempi recenti prima del lockdown, fortunatamente.

E dove avete fatto il missaggio e mastering?

E’ stato fatto dall’etichetta PMS Studio (con cui appunto è uscita la canzone) di Raffaele Montanari. Con loro in questo periodo abbiamo creato una raccolta di brani. Massimo Tagliata ha collaborato e suona in ogni canzone, non solo è un amico storico ma anche un polistrumentista bravissimo. E come ti dicevo sono brani che ho scritto negli anni ma sono stati riarrangiati e hanno tutti un “marchio” e delle sonorità attuali.

So che i featuring dell’album che uscirà saranno tanti…

Assolutamente sì, le collaborazioni di questi anni sono state molto interessanti e numerose, alcune le “svelerò” più avanti… posso anticiparti però che ci sarà Fabrizio Bosso, con cui ho già collaborato in passato. Poi posso dirti che ci sarà un brano con Sherrita Duran (nota cantante gospel americana, di lei Mario Luzzatto Fegiz disse: “Un soprano acrobatico, una forza della natura capace di unire il bel canto alla musica black’’, ndA) sull’aria più soul e funk, in cui Raffaele Montanari è nelle vesti anche di arrangiatore; la musica è la mia e il testo della Duran.

Come ti raccontavo prima, con Mietta qualche anno fa abbiamo avuto una grossa collaborazione nel genere “jazz” e ora con questo brano abbiamo rivisitato il latin. L’album digitale uscirà il prossimo anno: abbiamo voluto raccogliere le numerose e interessanti collaborazioni di questi anni.

Trovo molto interessante che a scrivere il testo di Mi Perdido Amor sia stato tuo fratello Michele, assieme a Mietta! Si parla infatti di felice collaborazione dei “Dessì Bros”…

Sì, infatti mio fratello aveva già scritto altri testi su mie musiche, compreso il testo del precedente inedito assieme a Daniela Mietta, “Semplice”. Lui ha vissuto diverso tempo in Spagna e in Africa e tra l’altro, ispirato dalle sue esperienze di viaggi nel mondo, ha scritto il libro “Diario metafisico di un terrorista”.

Cosa puoi raccontarci del video?

Guarda, il video uscirà tra poco, a fine luglio. Le atmosfere sono latin, ci sarà anche Mietta ed è  stato girato a distanza, durante la quarantena, diretto da Marco Lui.

Sono molto contento del risultato ma ovviamente spero che i prossimi video si potranno girare “in presenza”.

Sei conosciuto per essere un chitarrista talentuosissimo e virtuoso: quali chitarre hai usato per questa registrazione e per ricreare il “sabor latino”? E per gli altri brani della tracklist? Ho percepito la vostra attenzione verso un jazz “fusion”…

Sì, in effetti la tipologia di chitarra è fondamentale, per “Mi Perdido Amor” ne ho usati 3 tipi: una flamenca, della “Salvador Cortez”, di cui sono official endorser, che dà il “colore” principale, la sonorità ispanica di cui parli, una chitarra acustica Maison, con cui ho fatto le ritmiche e la mitica Fender Stratocaster per riff e fraseggi di coloritura.

Il lavoro di ri-arrangiamento recente, con questo sound, è stato guidato da Massimo Tagliata, di cui mi fido pienamente per gli arrangiamenti: mi conosce da una vita, conosce i miei gusti e ha indovinato perfettamente i ritmi di rumba che caratterizzano il pezzo.

Per i 4 brani registrati con Fabrizio Bosso invece ne ho usate altre, una Gibson Les Paul nera (una delle mie preferite che ho usato anche per le foto di copertina), poi un’Epiphone jazz “personalizzata” da me, in stile “335” con microfoni Gibson Vintage ‘57 [la Gibson 335, a cui l’Epiphone si rifà, è una chitarra elettrica blues “leggendaria” suonata per primo da B.B King, poi Eric Clapton, Freddie King, Larry Carlton, Dave Grohl, Chris Cornell, Alvin Lee, Ivan Graziani, e tanti altri, ndA] è a metà tra un’Epiphone e una Gibson, una “fuoriclasse” e l’Ibanez jazz, tipo quella di George Benson [chitarrista di fama mondiale di Montreux, noto anche per il rapporto simbiotico con “la sua Ibanez” ma anche cantante RNB delle hit Give Me The Night, Lady Love Me (One More Time), Turn Your Love Around, In Your Eyes, This Masquerade e molti altri. Benson è celebre anche per il suo utilizzo dello “scat”, vocalizzi che sovrappone ai fraseggi della chitarra, ndA].

E ti do questa anticipazione: “Big”, il penultimo brano con Bosso, è stata una registrazione particolare perché è un funk con richiami alle sonorità anni ’70 e l’ho suonato interamente con la chitarra acustica.

Il momento in cui ci si trova insieme a registrare un brano in studio è sempre magico, hai un ricordo particolare legato a quelle sessioni?

E’ vero, i ricordi delle mie registrazioni in generale sono tanti. Quello più recente riguarda quando abbiamo registrato i brani con Mietta (che faceva la spola tra Milano e Bologna) in studio da Massimo e c’era anche mio fratello Michele, autore con lei del testo di Mi Perdido Amor.

Entrambi sono anche scrittori (Mietta ha pubblicato nel 2011 “L’albero delle giuggiole” e nel 2017 “Tra l’acqua e l’olio”, ndA) e Michele era rientrato da poco dalla Spagna. Loro due si confrontavano sulle proprie esperienze e ricordo ancora un’atmosfera bellissima in studio.

Sei bolognese e hai vissuto diversi anni a Bologna, collaborando con moltissimi musicisti, soprattutto nell’ambito jazz. Ricordiamo anche le tue partecipazioni al Bologna Jazz Festival, alcune delle quali proprio con Mietta (oltre al Veneto Jazz Festival, al  MusikMesse di Francoforte e ai tour internazionali con l’Orchestra Sinfonica Tchaikovskij). Come ti sembra ora la città? Cos’è cambiato negli anni?

Sembra scontato dirlo ma Bologna non è più “quella di una volta”, intendo gli anni ’90 e i primi 2000, quando c’erano le produzioni televisive e ancora moltissimi cantanti con cui collaborare, come Lucio Dalla, Francesco Guccini, Luca Carboni, il Roxy Bar; le collaborazioni jazz/pop erano numerose.

Sicuramente per quanto riguarda il Jazz, Bologna è rimasta una città importantissima in cui vivono molti dei musicisti più conosciuti. Però ad oggi, dopo la crisi del 2007, Milano e Roma mi sembrano le uniche possibilità “grosse” per la produzione, soprattutto per gli emergenti.

A proposito di collaborazioni jazz, quali sono i concerti in cui hai suonato che ritieni ancora “memorabili”?

Sicuramente sono molto legato al “BOLOGNA JAZZ FESTIVAL” in cui ho suonato molte volte e alcune delle quali memorabili con il grande fisarmonicista americano Frank Marocco al Take Five.

Lì ho suonato anche con Javier Girotto (famoso sassofonista e compositore argentino naturalizzato italiano. E’ uscito nel 2011 il cd “Andrea Dessì e Javier Girotto” with Torres de Mar – Take Five Live registrazione live del concerto fatto nel novembre 2010 per il Bologna Jazz Festival, ndA) e Fabrizio Bosso (trombettista torinese di fama mondiale che pure vive a Bologna).

Ricordo anche uno splendido Jazz Festival a Venezia, vicino al Ponte di Rialto, ancora con Marocco e Girotto e Bosso al Teatro del Conservatorio di Venezia, posti incredibili.

Molti artisti durante il lockdown da poco trascorso si sono ritrovati a fare diverse “dirette live” sui social, sia per mantenere viva l’attenzione culturale verso la musica, sia per scopi benefici. Hai partecipato anche tu a qualche live da casa?

Sì, ho partecipato su Facebook al “Concerto per il Bologna Jazz Festival”, poi ho registrato un video per la Salvador Cortez/ Gruppo Valmusic Pro con la loro chitarra flamenca acustica amplificata di cui ti parlavo prima. Mi sono divertito a registrarli e sono anche soddsfatto della loro resa, nonostante la situazione di “isolamento”.

ANDREA DESSì – "Gypsy improvisation" @ #LITALIAINUNASTANZA

? #HITNONHITVIDEO#ANDREADESSì con la sua #chitarra #SalvadorCortez #flamenco in una stanza.Il brano eseguito per #LITALIAINUNASTANZA è un'#improvvisazione #gitana.

Pubblicato da HIT NON HIT – Ugo Stomeo Blog & Press – Dalla musica pop al jazz su Mercoledì 10 giugno 2020

So che da anni sei impegnato anche nell’attività di docente e che c’è un progetto “sociale” importante a cui stai partecipando…

Sì, dopo alcuni anni di docenze private, nel 2009 sono entrato nella Scuola Pubblica come insegnante nelle scuole ad indirizzo musicale. Quest’anno abbiamo partecipato ad un Progetto di cui vado particolarmente fiero: i ragazzi delle orchestre delle scuole musicali in cui insegno suoneranno un mio brano per sostenere il WWF, impegnato nelle emergenze ambientali e climatiche. Questo Progetto dovrebbe essere in rete già il 21 luglio.

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