Foto LaPresse - Andrea Panegrossi

Buone notizie per chi ha dovuto annullare i concerti a causa dell’emergenza Coronavirus. Il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ha stanziato 12 milioni di euro tramite il fondo emergenze imprese e istituzioni culturali introdotto con il Decreto Rilancio come sostegno alle perdite causate agli operatori dall’annullamento degli eventi. Il fondo è riservato ai concerti che dovevano avere almeno mille spettatori se all’aperto e almeno 200 se al chiuso. “Possono presentare domanda di contributo – fa sapere il Mibact – gli organizzatori di concerti di musica che abbiano dovuto cancellare, annullare o rinviare, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, almeno uno spettacolo programmato in Italia, per un pubblico di almeno 1.000 persone se all’aperto e di 200 persone se al chiuso, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 settembre 2020″.

A questo decreto se ne aggiunge un altro, sempre previsto dal Mibact, che stanzia altri 10 milioni per chi fa musica dal vivo: stavolta per organizzatori di concerti e gestori di live club. Possono presentare domanda di contributo “società di persone o di capitali, ditte individuali, associazioni culturali, enti del terzo settore o liberi professionisti con partita IVA operanti nei settori dell’organizzazione, promozione o booking di concerti”, informa sempre il Mibact.

Le risorse destinate agli organizzatori di concerti sono così suddivise: 10 milioni di euro da ripartire in proporzione ai minori ricavi accertati nel periodo 23 febbraio – 31 luglio 2020 rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso; 2 milioni di euro da ripartire in proporzione ai costi aggiuntivi sostenuti per le operazioni di rimborso dei concerti di musica leggera cancellati definitivamente a causa delle misure per il contenimento della pandemia (operazioni connesse ai voucher).

Per presentare domanda è necessario avere sede legale in Italia; avere organizzato almeno dieci eventi tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 essendo titolari di altrettanti modelli C1 Siae; essere in regola con gli obblighi in materia previdenziale, fiscale e assicurativa; assenza di procedure fallimentari; assenza di condizioni ostative alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni; non essere beneficiari del contributo ordinario a valere sul Fondo unico dello spettacolo nel triennio 2018-2020.

 

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Crediti foto: LaPresse