Coronavirus musica emergenza: la bella iniziativa di SOundreef e i provvedimenti SIae
Crediti Foto: Pixabay

 

Dopo l'”Ohibò”, anche il “Serraglio” – altro importante palco per la musica dal vivo a Milano – alza bandiera bianca, costretto alla chiusura causa misure anti Covid19. Per le realtà che non sono club e grandi arene, sono veramente tempi bui per dirla con le parole dei Ministri.

Come il circolo fermatosi a inizio giugno, anche per il “Serraglio”, altra importante realtà live della scena musicale milanese, è arrivato il momento di dire basta. Difficile ripartire a queste condizioni, fra incertezza sul futuro e restrizioni sulla capienza dettate dalla necessità di rispettare il famigerato distanziamento sociale. A completare il tutto, il divieto di somministrazione di cibi e bevande a cui fanno da contraltare le spese necessarie a mettere in regola il locale con le nuove disposizioni.

L’annuncio della chiusura del Serraglio, è arrivata dagli stessi gestori tramite un comunicato emesso a mezzo social. Non senza una stoccatina a un certo modo di vivere la musica al giorno d’oggi, dettato più dai trend social e dall”Hype”.

Tantissimi gli artisti che sono passati sul palco del locale milanese. Che prima del lockdown avrebbe dovuto anche ospitare la tappa meneghina del tour di Bugo, concerto poi spostato al più capiente Alcatraz dopo la grande richiesta di biglietti post sanremo.

La chiusura del “Serraglio” rappresenta un altro duro colpo alla musica dal vivo a Milano. E, come già detto parlando della chiusura dell’Ohibò, il timore è che altre realtà possano fare la stessa fine.

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Crediti Foto: LaPresse