Primo Maggio - Festa dei Lavoratori - Playlist
In foto, da sinistra a destra: Vasco Brondi, Rachele Andrioli, John Lennon, Tosca, Appino - Grafica a cura di Ugo Stomeo

1 maggio: Festa dei lavoratori e delle lavoratrici, un’occasione per riascoltare canzoni importanti.

Non sono poche le canzone della storia della musica italiana dedicate a questo tema, non solo canzoni simbolo degli anni ’60-’70, ma anche brani contemporanei che raccontano il rapporto tra società e lavoro anche nei cosiddetti anni zero.

Nella playlist i maestri cantautori: Piero Ciampi con il manifesto: “Andare camminare lavorare”, Rino Gaetano con la storia di “Agapito Malteni il ferroviere” e Lucio Dalla con quella de “L’operaio Gerolamo”.

Alternati alle voci del presente come Vasco Brondi alias Le Luci della Centrale Elettrica con “L’amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici”, i Virginiana Miller con “Lettera di San Paolo agli operai”, canzone vincitrice della Targa Tenco del 2014, Il Teatro degli Orrori con la cinica e potente “Lavorare stanza”, Appino (leader degli Zen Circus) con la toccante “Il lavoro mobilità l’uomo”, Cesare Basile con “U chiamunu travagghiu” una ballata tratta dall’abum “Tu prenditi l’amore che vuoi e non chiederlo più” in cui canta: “Lo chiamano lavoro/dono e dovere/dono che succhia l’anima/dovere vile”, Bobo Rondelli con “Nara”, canzone dedicata alla madre, Luca Faggella (“Il lavoro”) e Fabio Santini (“Senza un lavoro fisso”).

Troviamo poi artisti che hanno dedicato album, concerti, intere carriere alla tradizione, ambito che inevitabilmente comprende i canti dei lavoratori: Lucilla Galeazzi canta “17 marzo” una canzone scritta dall’operaio Sante Carboni per l’uccisione dell’operaio Luigi Trastulli nel 1949 durante una manifestazione, Ginevra Di Marco è presente con la leggendaria “La leggera”, canzone popolare recuperata da Caterina Bueno negli anni ’60 che racconta del treno che agli inizi del secolo portava i lavoratori stagionali attraverso tutta la Toscana fino in Maremma e poi troviamo Giovanna Marini con lo storico “Inno del primo maggio”, Tosca con “Secondo coro delle lavandaie”, Francesca Breschi con “La mondina”, Fausto Amodei con “Sciopero interno”, il duo composto da Rachele Andrioli e Rocco Nigro che reinventa “Padrone mio” brano della tradizione composto dal cantore pugliese Matteo Salvatore su un canto popolare probabilmente siciliano, l’Officina Zoè che, con Cinzia Marzo, esegue “Fimmine fimmine” della tradizione salentina, Il nuovo canzoniere milanese invece interpreta “Il canto dei lavoratori” e infine il gruppo Le Nuove Nacchere Rosse guidato da Dario Fo ed Enzo Gragnaniello con “‘O lavoro” tratto dal capolavoro “Sciascià” nato nell’estate del 1975 nello stabilimento dell’Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco, in cui un collettivo formato da compagni di fabbrica, studenti e disoccupati decide di riscrivere canzoni che parlano di lavoro e della voglia di cambiare il mondo, nello stile tipico campano.

Spazio anche ad un duetto unico e commovente, che vede l’incontro tra lo stile partenopeo di Enzo Avitabile e quello cantautorale di Francesco Guccini“Gerardo nuvola ‘e povere” è una poesia sul tema delle morti bianche, cantata in napoletano e pavanese, che ha vinto il Premio Amnesty Italia nel 2013.

La playlist si chiude con alcune chicche, come “Operaio in una fabbrica automobilistica”  recitata da Alberto Sordi, “Malarazza” di Domenico Modugno che incita alla ribellione contro padroni e sfruttatori, il “Requiem per un operaio” del compositore premio Oscar Ennio Morricone e l’immancabile capolavoro di John Lennon “Working class hero”. Buon ascolto!

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