Vi porto negli anni venti e vi racconto il vero amore, quello impossibile.

Autore: Francis Scott Fitzgerald

Titolo: The Great Gatsby

Editore odierno: Bur, Feltrinelli

Ehilà vecchi miei!

Oggi parliamo di amore maledetto e di eroi romantici e quindi vi saluto come vi avrebbe salutato il grande Gatsby. La vostra settimana come è stata? Io sto passando giornate a dir poco buie e dolorose e dato che l’arte e la vita sono un unico viale adornato da rose dai petali di colore diverso sono stata ispirata nel proporvi questa nuova lettura.

Fitzgerald (se avete provato l’amore vero dovete scoprire chi sia) si racconta, usando Gatsby, in un’autobiografia spirituale intrisa di depravazione umana e caduta. Fa un ritratto fedele e consapevole dell’anima jazz Americana. I grandi bui e le grandi luci della Nuova York.

James Gatz era un ragazzo di umili origini, figlio di contadini che è convinto di poter innalzare la propria condizione economica e sociale e di poter godere di tutto il fasto dei ruggenti anni venti. Adotta lo pseudonimo di Jay Gatsby, viene chiamato a Louisville per l’addestramento militare. Qui si innamora perdutamente di Daisy, ma deve partire per la prima guerra mondiale. I due si giurano eterno amore, nulla potrà dividerli.

Poco dopo, mentre Gatsby è in Europa scopre che Daisy ha sposato Tom, famoso giocatore di polo.

Lo scopo della sua vita diventa,quindi, riconquistarla, tutto diviene un mezzo per questo infinito, folle e romantico amore.

Gatsby diventa the Great Gatsby, guadagna una fortuna con il contrabbando ed altre attività illecite e compra una fastosissima villa sulla sponda opposta del villaggio dove Daisy vive con Tom.

Tutta la storia seguente, che io non vi svelerò, altrimenti sarei una pessima scrittrice di recensioni, verte sull’amore, un amore corrosivo, ricambiato, poi non ricambiato, disperato, con un epilogo che dilania il cuore.

Vi pongo una domanda:

L’amore vale la sua perdita? Il dolore che ne consegue per la sua scomparsa, per la morte, la partenza, l’abbandono della persona amata sono più o meno forti del sentimento che avete vissuto?

 

Gatsby vive per quell’amore, traffica in mari pericolosi per quell’amore, sacrifica tutto se stesso, le sue capacità, la sua esistenza per quell’amore fino ad annullarsi, a non esistere più come essere umano, ma solo come portatore malato di un sentimento che forse non capiva fino in fondo nemmeno lui.

Perché leggere il Grande Gatsby

Ve lo consiglio se siete anime irrequiete, irrazionali, che non hanno sempre una risposta per le loro emozioni, che navigano in acque fitte e tumultuose.

Non lo consiglio a tutti quelli che non hanno avuto il cuore maciullato e che non hanno sentito un dolore talmente grande da togliergli l’aria.

A chi assomiglia

Per la contemporaneità e la bellezza con le quali vengono trattate tematiche quali sofferenza e morte io lo collego ad Hemingway. Dato che so che siete miei fedeli lettori ricorderete che lo abbiamo già incontrato. Non dubitate, sarà di nuovo un nostro illustre interlocutore

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