Dal VII a.c. secolo ci arrivano lezioni di libertà e di apertura di pensiero

Buon inizio settimana miei cari lettori.

Oggi voglio trattare con voi un tema controverso, o meglio iniziare a trattare con voi un tema controverso. Parlo della sessualità.

Perché controverso? Riesco a sentire la vostra vocina al di là di questo schermo.

Oh beh, perché la sessualità racchiude un’enorme ed infinita quantità di anime e decisamente poche di queste,nella nostra società contemporanea, vengono trattate con le dovute profondità ed attenzione.

Per non far spaventare troppo la mia famiglia ed amici (ma che dico, i miei amici sono avvezzi a tutto) partirò in maniera soft, presentandovi per l’occasione l’immensa poetessa Saffo.

Per quei due o tre di voi che non sapessero chi è Saffo, è la più grande, nonché prima, poetessa inneggiante all’amore lesbico. Forse non tutti sapranno che le parole lesbica e saffico provengono proprio da lei, dato che era originaria dell’incantata e remota isola di Lesbo.

Non molto è giunto è noi dal VII secolo a.c. di questa somma poetessa. Quel poco che ci è giunto è sublime. Quel poco che ci è giunto sono appunto suoi frammenti che sono stati riuniti in una raccolta intitolata Poesie, edita da BUR.

Allontanatevi immantinente dall’immagine di lesbica che vi restituiscono con vigore i porno. Saffo non era avvenente, e pensate, nemmeno giovane.

Ella era la saggia insegnante del Tiaso, luogo culturale a stampo religioso (per il culto della dea Afrodite) in cui sostavano temporaneamente le fanciulle di aristocratiche famiglie prima di unirsi in matrimoni non scelti da loro. All’interno di questo luogo come in’un antichissimo Decamerone e in un coevo Simposio si respirava aria di profonda cultura, educazione, insegnamento e sentimenti. Come era chiaro tutte le fanciulle avevano un’inclinazione ed una sessualità diverse e non tutte, come invece erroneamente si tramanda stringevano rapporti amorosi con Saffo.

Saffo riempiva i suoi versi di brucianti passioni che riguardassero l’amore, l’amore non corrisposto, l’amicizia, la gelosia.

Si sono scritte miti, leggende, falsificazioni su di lei. Saffo è la prima grande letterata che ha saputo smuovere l’immaginario erotico. Nonostante questo ella ha sempre rivendicato con orgoglio ciò che scriveva, sottolineando che l’animo passionale dei suoi versi non li sviliva, ma che anzi sarebbero diventati, come lei, immortali.

Perchè leggere le Poesie di Saffo

Tutto ciò che appartiene al prima di Cristo merita una lettura approfondita. Ci restituisce un’immagine diversa del mondo rispetto a quello che conosciamo, un pensiero differente, non ancora contaminato dal cristianesimo, dal mecenatismo, dal monoteismo, dal senso di colpa cattolico. Saffo con le sue odi appartiene ad un’epoca ricolma di filosofi, liberi pensatori ed intellettuali. Un’epoca in cui persino ad una donna era permesso di scrivere delle proprie carnali e profonde passioni. C’è molto da imparare per tutti noi.

A chi assomiglia

A nessuno. Saffo è rimasta inimitabile ed insuperata nei secoli

 

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