Di Roberta Giallo

Con stasera terminerà la prima tranche del mio format inaugurato su Instagram il 5 maggio 2020: “InDirettaConLaGiallo”, scritto tutto attaccato per il popolo del web, staccato per i “tradizionalisti”, In diretta con la Giallo.

In un momento di distanze e di carenza di risorse vere e proprie, ho pensato ad un modo “umano” di mantenere i contatti con amici e colleghi del mondo dello spettacolo, in particolare con cantautori e cantautrici, ma anche con interpreti e band.

Il leit-motiv di tutte le puntate fino a qui trasmesse ( ben sette fino ad ora), è stato “non si canta, non si suona, ma si dialoga”; questo per approfondire la conoscenza di chi muove i suoi passi nel mondo della musica e dell’arte, cercando un approccio quasi familiare, ma allo stesso tempo per ribadire  in modo serio che l’arte è un valore e che “artista” non è solo una definizione data a se stessi da parte di chi si sente “un creativo”, ma un vero e proprio lavoro, e come tale, comporta diritti, genera, e possiede, valore. Perciò, si tornerà a cantare là dove si venga remunerati.

 

Nel mio non chiedere di cantare e suonare ho voluto ricordare in modo simbolico  che l’arte  si “paga”, e al di là della beneficenza di cui noi artisti siamo sempre stati e saremo “sostenitori” (ognuno secondo coscienza), ora c’è bisogno di distinguere i piani, e di assegnarci un valore “concreto”, agli occhi del governo e di un pubblico ormai abituati alla gratuità. Mi spiego meglio:  gli artisti vanno pagati, qualcuno deve pagarli, perché continuino a creare arte; e anche là dove ci siano iniziative gratuite per il pubblico, cosa sempre meravigliosa, sarà comunque necessario pagare gli artisti. Sarà necessario che lo facciano le Istituzioni o gli sponsor.

 

Premesso questo manifesto programmatico, forse noioso e puntiglioso (spero di no), vorrei passare ora alla parte più “rassicurante” della mia disamina, ovvero, la parte “della bellezza”, quella raccolta e conservata dentro alle puntate: fatta di racconti di speranza ma anche di disillusioni, di intime confessioni e voglia di ripartenza. Segue una specie di “elenco emotivo”, una specie di galleria rapida, ahimè ridotta (mi è impossibile riportare tutti i temi affrontati con ogni ospite), dandomi il difficilissimo e impossibile compito riassumere/ricordare qualcosa di ciascuno, quando anche so benissimo che ciascuno di loro meriterebbe un “articolo monografico”.

 

A partire dalla prima puntata, bellezza è stato ascoltare il cantautore Malavoglia che ci ha parlato della sua quarantena vissuta “tutta da solo”, tra scoperta di se stesso e resistenza al senso di oppressione e di mancanza da lui esorcizzato attraverso il suo nuovo pezzo “sarà bello”, scritto e registrato in casa, a Voghera, durante la quarantena; bellezza è stato parlare con Simone Cocciglia, che ha ricordato dei momenti magici vissuti insieme all’Aquila (quando mi aveva ospitata alla sua acclamata presentazione dell’ album “Parenti Serpenti” in un gremito Auditorium  Renzo Piano), e del suo nuovo album “Lascio andare”, presentato mesi fa in pompa magna al Teatro Comunale; bellezza è stato parlare con Andrea Zanni, frontman della band riminese Balto, che ci ha raccontato “quella tua voglia di restare”, il loro neo-nato singolo (che anticipa il loro progetto discografico in arrivo), malinconico e al tempo stesso leggero, presentato al pubblico attraverso un video le cui immagini sono “ritagli di VHS” familiari che evocano tempi andati; bellezza è stato ascoltare il pittore/cantautore Alessio Pistilli, che con appesi alle sue spalle i suoi ultimi quadri _meravigliosi_ ci ha raccontato di come abbia lavorato “coralmente” al suo album, “Condividi”, elaborando un’idea di cofanetto con all’interno le opere grafiche di altri artisti associate alle canzoni; bellezza è stato parlare con la cantautrice Giulia Mei, che ha raccontato alcuni retroscena legati alle canzoni del suo album “Diventeremo adulti”, e di una donna che desidera farsi strada con la propria voce e la propria musica, per diventare adulta in modo libero e autodeterminato; bellezza è stato parlare con l’artista e saltimbanco Luis Calzolari aka Generale Banana, che ha fatto della demenzialità-intelligente uno stile di vita e di arte, e che ama il teatro proprio come lo amano le persone diversamente abili con cui collabora tutti gli anni alla creazione di spettcoli; bellezza è stato parlare con Gaia Gentile, cantante dalla lunga-e-densa esperienza, sia come solista, sia nella band vocale “Mezzotono”, desiderosa di nuove avventure e cambi di rotta, in attesa di portare alla luce il suo primo progetto solista tanto agognato; bellezza è stato parlare con Alessandra Valenzano, giovane cantautrice piena di entusiasmo e di passione, che ci ha raccontato delle sue giornate più belle, quelle in cui ha aperto i concerti degli artisti che ama, sperimentandosi con piazze gremite, e capire che la musica oltre alla giurisprudenza è la sua “mission”, alla quale, visto il talento e la tenacia dati in dotazione, direi assolutamente “possible!”; bellezza è stato conversare con una collega bolognese, Alice Cucaro, cantautrice polistrumentista giovanissima (ma già sul palco da tanto tempo)… romantica e al tempo stesso rock, dolce ma sicurissima con in mano il suo strumento… nata con la chitarra!; bellezza è stato parlare con Erica Boschiero, cantautrice che definisco “Verdeggiante”, impegnata da tempo nel difendere il bene più prezioso che abbiamo su questo pianeta, la natura e l’ambiente, attraverso le sue parole e le sue note, ma anche il suo stile di vita eticamente votato autenticamente alla causa; bellezza è stato conversare con Antonello Musto, cantautore, ma forse come lui stesso preferisce definirsi “umile poeta”, che ci ha raccontato del suo rapporto speciale e fraterno con Fausto Mesolella e della sua vocazione disinteressata alla musica…

potrei aggiungere almeno venti righe ad ogni ospite, ma il tempo, al solito, stringe… sono quasi le tre di notte, e stasera, 19 naggio 2020, ore 22, mi aspetta l’ottava  puntata di #IndirettaConLaGiallo (l’ultima di maggio, riprenderemo a giungo), con ospiti i giovanissimi Federico Bassotto e Federico Birindelli…  e so già che “sarà bello”, citando il primo ospite! A più tardi, ci becchiamo sull’Instagram!

 

E comme d’habitude, chiudo con un videoclip “tematico”.

Scelgo “Vita sociale”, quella che ci manca da un po’, anche se i Canova dicono di mandarla “a puttane”…

 

 

Leggi QUI l’articolo originale sul sito del Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti.  

Roberta Giallo

 

Laureata in Scienze Filosofiche, Roberta Giallo è cantautrice, autrice, performer, pittrice etc. Si definisce un “ufo” o “un’aliena perennemente in viaggio”. Ha già scritto di musica per Vinile e All music Italia. Musica in Giallo è la sua prima rubrica musicale per MeiWeb e OaPlus.

 

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