Disturbo Post Traumatico da Stress
Frame dal Film "American Sniper" (Clint Eastwook, 2015), incentrato sul disturbo post tramautico da stress

di Alessandra Bisanti

Quando le esperienze dolorose lasciano il segno

È esperienza comune a molti aver incontrato difficoltà nel superare un evento traumatico che ha segnato la psiche in modo più o meno reversibile. Molte persone nell’arco dell’esistenza hanno fronteggiato eventi dolorosi e salienti dal punto di vista emotivo che hanno lasciato tracce indelebili nella memoria quali ricordi, sensazioni, ansie e blocchi emozionali.

Quando le conseguenze relative a tali circostanze diventano impossibili da superare, il fenomeno si configura come una vera e propria patologia, che prende il nome di PTSD (Disturbo Post Traumatico da Stress) e si manifesta in soggetti che hanno subito o assistito ad un evento traumatico, catastrofico e violento o sono venuti a conoscenza di un’esperienza traumatica accaduta ad una persona cara. L’essere stati vittima di un’aggressione o di un incidente può scatenare una serie di sintomi che vengono sperimentati sia a breve che a lungo termine. Alcune categorie di individui che svolgono specifiche mansioni lavorative, quali militari, forze dell’ordine, vigili del fuoco, hanno probabilità maggiori di essere esposti ad episodi di violenza e a forte impatto emotivo.

Di solito, una discreta fascia di popolazione riesce a superare lo shock iniziale senza sostegno emotivo e supporto psicologico dall’esterno; in altri individui, invece, la sofferenza si protrae per molto tempo dopo l’esposizione all’evento traumatico al punto da interferire con la vita sociale, lavorativa, familiare e scolastica.

L’evento doloroso, infatti, viene rivissuto in modo persistente, con ricordi e sensazioni sgradevoli che si manifestano in modo ricorrente. Alla memoria del soggetto coinvolto affiorano immagini, pensieri, sogni che causano un forte disagio e un’intensa reattività fisiologica.

Questo vissuto negativo induce ad evitare ogni stimolo che possa riportare alla memoria il trauma. Il manifestarsi del disturbo può avvenire anche a distanza di molto tempo dall’evento accaduto e, se non viene affrontato in maniera adeguata, può cronicizzarsi nel tempo. Per questo motivo, si rende necessario affrontare in maniera adeguata il problema.

La complessa condizione del PTSD è stata studiata negli Stati Uniti a partire dalla guerra nel Vietnam e dagli effetti causati sui veterani che si sono manifestati in tutti coloro che sono stati esposti ad esperienze belliche. Il disagio è comune a tutte le età, dai bambini agli adolescenti e agli adulti, e si presenta in percentuale maggiore in soggetti che presentano una forte suscettibilità alle condizioni di stress. Infatti, le ricerche effettuate direttamente su diverse aree del cervello, hanno dimostrato che individui affetti da PTSD presentano livelli anormali di ormoni coinvolti nella risposta allo stress ed alla paura.

Una tecnica che di recente viene utilizzata con frequenza crescente per il trattamento del PTDS e dei ricordi traumatici è l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), un innovativo strumento psicoterapeutico, nato da poco più di vent’anni, grazie alla scoperta della psicologa statunitense Francine Shapiro.

Secondo la studiosa, la tecnica si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica e usa i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destra sinistra per trattare disturbi legati direttamente ad esperienze traumatiche o particolarmente salienti dal punto di vista emotivo. Shapiro parte dal presupposto che tale procedura abbia la capacità di attivare un meccanismo neuropsicologicamente innato cioè quello dell’elaborazione dell’informazione.

Difatti, durante la seduta EMDR, il paziente rimane vigile e presente a se stesso e, tramite la stimolazione oculare guidata dal terapeuta ed associata con l’immagine traumatica, le convinzioni negative, le emozioni e le sensazioni corporee spiacevoli ad essa associate, può rielaborare l’informazione fino alla completa risoluzione dei sintomi.

Altre forme d’intervento ad oggi più efficaci per il trattamento del disturbo comprendono la terapia farmacologica, la psicoterapia cognitivo comportamentale e la pratica della mindfullness. Non bisogna nemmeno escludere che il PTSD si possa risolvere anche senza specifici trattamenti, soprattutto nei casi in cui l’individuo viene assistito e supportato nell’ambiente familiare e comunitario e quando le sue condizioni personali lo consentono. Ad ogni modo, il ricorso ad una forma di trattamento è consigliabile affinché i sintomi non degenerino in forme croniche.

* Lady Gaga nel 2016, in un’intervista a Today, rivela di soffrire di disturbo post tramautico da stress. E ha aggiunto: “La gentilezza che mi è stata dimostrata da parte dei medici – così come dalla mia famiglia e dai miei amici – mi ha davvero salvato la vita”.

Alessandra Bisanti, Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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