Quattrocento milirardi messi sul tavolo dal governo per fronteggiare la crisi economica susseguente alla epidemia di Coronavirus che rischia di mettere in ginocchio il tessuto economico del paese. La metà della cifra di garanzia annunciata dal Premier Conte sarà stanziata per potenziare il mercato interno, le aziende che operano sul territorio italiano e l’altra metà per supportare l’export.

Una potenza di fuoco, non ricordo un intervento così poderoso a beneficio delle imprese – ha dichiarato Giuseppe Conte – Lo Stato offrirà una garanzia perché i prestiti, che avverranno mediante i normali canali finanziari (banche ndr) avvengano in modo celere, spedito. Potenzieremo il fondo centrale di garanzia per le Pmi e aggiungiamo il finanziamento dello Stato attraverso Sace, la società specializzata nel garantire le imprese italiane sul fronte delle esportazioni.che resta nel perimetro di Cassa depositi e prestiti, per le piccole e medie e grandi aziende”.

Ad essere interessate, dunque, tutte le aziende al di sotto dei 500 dipendenti, di qualsiasi tipo e genere, con modalità di accesso al credito differente. I prestiti potranno arrivare al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale nell’anno 2019 con una modalità di erogazione semplice e diretto al sistema bancario, attraverso Sace, con condizioni limitate tra cui quella di non poter erogare dividendi a fine anno. Per le medie e grandi imprese fino a 500 dipendenti lo Stato garantirà il 90’% della cifra erogata e dunque all’imprenditore spetterà solo il 10% di garanzia della cifra richiesta.

Le modalità di accesso al credito saranno differenti per le piccole imprese, in particolare del settore commercio, agricolture e artigianato. In questo caso la cifra massima che potrà essere richiesta dall’imprenditore sarà di 25 mila euro e lo Stato garantirà il 100% della cifra stessa. Importante ribadire che si tratta di prestiti a tassi agevolati (non si è parlato di percentuali questa sera ma c’è da credere che siano molto vicini allo zero. Non ci sarà alcun costo aggiuntivo per i richiedenti.Contiamo – ha dichiarato il ministro dell’economia Gualtieri – che in pochi giorni sia possibile usufruire di questi strumenti”

Il decreto Legge firmato oggi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte prevede, oltre alle garanzie per la liquidità alle aziende, anche importanti e attese dilazioni per le aziende in termini di scadenze fiscali, in attesa di pubblicare il “decreto aprile” entro la metà del mese di aprile, che servirà a rifinanziare per almeno 15 miliardi gli ammortizzatori sociali per lavoratori, famiglie e autonomi colpiti dalla crisi sanitaria.

Un capitolo del decreto liquidità riguarda le scadenze fiscali dei prossimi due mesi. Il governo sospenderà i pagamenti di Iva, ritenute e contributi per i due mesi di aprile e maggio. In questo caso slitterà in avanti anche il pagamento dell’Iva annuale dei contribuenti Iva che liquidano l’imposta ogni tre mesi, che sarebbe previsto il 16 maggio 2020.

La sospensione sposterà anche la ripresa dei pagamenti per le partite Iva che a metà marzo hanno beneficiato dello stop dei pagamenti con il decreto Cura Italia (fissata per fine maggio 2020). La nuova sospensione riguarda le partite Iva e gli autonomi con volume di affari fino a 10 milioni e che hanno registrato un calo del fatturato nei mesi di marzo e aprile 2020 del 33% rispetto agli stessi due mesi dello scorso anno.