Foto LaPresse/Claudio Furlan 29 Giugno 2019, Milano - ItaliaCronaca Milano Pride 2019Nella foto: un momento della parata
Milano Pride 2019. Crediti Foto: LaPresse/Claudio Furlan

Dopo 23 anni finalmente l’omobitransfobia potrebbe diventare reato in tutta Italia. Il Partito Democratico ha dichiarato che domani, martedì 30 giugno, inizierà l’iter della legge contro l’omobitransfobia.

Le legge, che porta la firma di Alessandro Zan (PD) e che arriverà in aula entro fine Luglio, è un tentativo di unificare i cinque precedenti DDL (Boldrini, Zan, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi) presentati in Parlamento, tutti volti a criminalizzare l’omobitransfobia.

La proposta di legge mira ad ampliare la Legge Mancino: La suddetta legge puniva già le discriminazioni basate sulla religione, sull’etnia e nazionalità. Con la legge Zan si aggiungeranno anche le discriminazioni basate su orientamento sessuale ed identità di genere ai due articoli del codice penale, 604 bis e 604 ter. Un’altra novità di questa legge sarà anche la punizione della misoginia e della violenza di genere.

POLEMICHE E REAZIONI

Di questa legge e del deposito alla Commissione Giustizia si congratula Monica Cirinnà, senatrice del Partito Democratico, che dichiara sul suo profilo Facebook: “Un paese civile è un paese in cui tutte le persone sono riconosciute e protette; in cui discriminazioni, odio e violenza vengono contrastati con gli strumenti della democrazia e della cultura, e vengono puniti con severità. Al lavoro e alla lotta, per una buona legge, che arrivi presto”

Il DDL Zan ovviamente ha suscitato anche non poche polemiche da parte della destra conservatrice e dai gruppi cattolici, portando pure la CEI a definirla una “deriva liberticida e sostenere che “un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui – più che sanzionare la discriminazione – si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione, come insegna l’esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte”

Inoltre, sempre Zan su Facebook ha denunciato diverse minacce di morte che gli sono arrivate in quanto relatore di questa legge. Per questo motivo molti compagni di partito hanno espresso solidarietà, tra cui il Segretario Nicola Zingaretti, che in un tweet ha scritto “Caro Alessandro, tutto il Partito Democratico” è con te, contro l’odio e le discriminazioni”

Per essere chiari una volta per tutte, ecco un paio di esempi.Questa non è libertà di espressione. Queste sono minacce, questo è odio. Avanti più convinti che mai con la legge contro l’#omotransfobia.

Pubblicato da Alessandro Zan su Martedì 16 giugno 2020

La criminalizzazione delle discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere sarebbe un importante traguardo per l’Italia, che si ritrova alla posizione numero 35 della classifica di ILGA Europe sui diritti LGBT+ e che ha visto negli ultimi anni una crescita esponenziale degli episodi di omofobia: l’ultimo episodio risale a qualche giorno fa, che ha coinvolto una coppia gay vittima di un’aggressione da un gruppo di 7 persone nella notte tra giovedì e venerdì a Pescara.

LEGGI ANCHE: L’Omofobia. Quando il pregiudizio condiziona l’agire umano

Scopri il cast e le sfide del CONTEST SUPER TORMENTONE

Segui OA PLUS su INSTAGRAM

Metti “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui