Chi è stato a Istanbul avrà sicuramente visitato la Hagia Sophia, ovvero Santa Sofia. Quella che da fuori sembra una moschea, che lo è anche diventata dopo essere stata una chiesa e poi – dal 1935 ad oggi – un museo. Ora la sua sorte viene messa in discussione. In Turchia si pensa, infatti, di far tornare Santa Sofia una moschea.

Un po’ chiesa e un po’ moschea

Al suo interno è possibile ammirare il misto di due religioni che – almeno tra quelle mura – sembrano oggi convivere in pace. A seguito di una petizione sostenuta da chi vuole che Santa Sofia torni ad essere una moschea, il 2 luglio il più alto tribunale amministrativo della Turchia – il Consiglio di Stato – ha comunicato che deciderà se riconvertire la basilica sconsacrata o meno, entro quindici giorni. Non è la prima volta che organizzazioni musulmane avanzano la proposta di trasformare il museo in una moschea, ma tutte le volte le richieste sono state respinte. L’argomento però si rivela sempre abbastanza efficace per attrarre consensi, in quanto molto sentito tra i turchi più conservatori.

La storia

La basilica di Santa Sofia è stata simbolo della cristianità dapprima greco-cattolica, poi ortodossa e cattolica sotto l’impero bizantino. Dopo la conquista di Costantinopoli da parte del Sultano Maometto II Santa Sofia fu convertita nella moschea di Aya Sofya. Nel 1935 il fondatore e primo presidente della Repubblica di Turchia, Mustafa Kemal Atatürk, decise di trasformarla in un museo. Grazie alle opere di restauro riaffiorarono le radici cristiane, mentre vennero mantenuti i tratti musulmani. Il risultato – patrimonio dell’Unesco dal 1985 – è ancora oggi un potente mix di religioni e culture che si sono susseguite, combattute e odiate nel corso dei secoli.

Il dibattito

Il dibattito intorno alla riqualifica di Santa Sofia si è fatto sempre più acceso negli ultimi anni e il fronte di chi pensa alla basilica come una moschea si è progressivamente rafforzato. Soprattutto da quando anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, si è espresso a favore della riconsacrazione, facendo leva sulle radici musulmane, più che sulla Turchia laica costruita da Atatürk. Nel 2019 Erdogan aveva già annunciato la sua proposta di trasformare il museo in una moschea, pratica attualmente vietata dalla legge. Lo aveva fatto in vista delle elezioni comunali di Istanbul che hanno poi portato alla vittoria di Ekrem Imamoğlu, oppositore del presidente.

Questa volta però il Consiglio di Stato è chiamato a stabilire se la decisione di Atatürk di rendere la basilica un museo era conforme alle leggi del tempo oppure no. Se il Consiglio dovesse sentenziare che Atatürk agì illegalmente, la decisone di trasformarla spetterebbe proprio al presidente. Secondo alcuni, Erdogan tornerebbe sull’argomento per attrarre consensi ogni volta che si trova in difficoltà. Questa volta, però, la possibilità che diventi una moschea è più concreta, per questo il dibattito si è acceso anche al di fuori della Turchia. Gli Stati Uniti hanno esortato la Turchia a mantenere lo status di museo, mentre la Grecia ha avvertito l’Unesco con una lettera. La storia della basilica è già lunga, ma a quanto pare non è ancora finita. Le sue sorti – ora come allora – sono contese.

 

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Crediti foto: LaPresse