Elio La terra dei cachi

Le classifiche di tutto il top, e il flop, visto e ascoltato nella storia del Festival di Sanremo

Dalle canzoni più ironiche alle più criticate, da quelle ‘a luci rosse’ a quelle passate inosservate, dalle meteore alle alternative, ma anche dai look peggiori visti all’Ariston alle scenografie più suggestive, fino alle ‘penne’ migliori del Festival, ai cantanti plurititolati e a quelli plurivincenti. Una classifica al giorno, fino al 4 febbraio, per accompagnarvi al prossimo Festival di Sanremo all’insegna del sorriso e del ricordo, facendovi tornare alla mente brani indimenticabili e altri dimenticabilissimi. Quest’oggi il ‘classificone’ si occupa delle ‘seconde ingiuste’, ovvero di quei brani che arrivarono sul secondo gradino del podio ma per molti, forse per tutti, avrebbero meritato la medaglia d’oro. 

LE SECONDE INGIUSTE

1 “SIGNOR TENENTE” – Giorgio Faletti, 1994

Una canzone da lui scritta parole e musica di forte accusa sul ruolo dell’agente che rischia la vita per poco più di un milione al mese. Vincerà il premio della critica e si commuoverà cantando l’ultima serata del Festival, col pubblico tutto in piedi. Dietro a “Passerà” di Baldi.

 

2 “DIETRO LA PORTA” – Cristiano De Andrè, 1993

Dietro la porta e anche dietro a “Mistero”, non certo il più indimenticabile dei brani di Enrico Ruggeri. Un brano di grande profondità, un’interpretazione che sa di Faber. S’inchina al rock italiano ruggeriano per soli 60 voti, tornerà al Festival nel 2003 e nel 2014 senza lasciare il segno.

3 “GLI UOMINI NON CAMBIANO” – Mia Martini, 1992

Un brano meraviglioso scritto tra gli altri dall’intramontabile Bigazzi, si inchina a “Portami a Ballare” di Luca Barbarossa per meno di 600 voti. La compensazione arriverà soltanto con gli anni e con i decenni, perché il brano resterà indelebile nella storia della musica italiana certamente più della pur bellissima dedica alla madre di Barbarossa.

4 “SPALLE AL MURO” – Renato Zero 1991

Alla fine dell’esibizione una vera e propria standing ovation per lui che interpreta magistralmente un brano durissimo scritto da Mariella Nava. Finisce dietro il vincitore annunciato Cocciante con la poesia di Mogol “Se stiamo insieme”, e dietro a Zero un’altra canzone impegnata, “Perché lo fai” di Masini. Forse il più bel podio della storia dei Festival, ma su questo urge una votazione popolare.

5 “LA TERRA DEI CACHI” – Elio e le storie tese, 1996

Si parla addirittura di brogli, la vicenda sarà al centro anche di un’inchiesta, di fatto la canzone sarà, anche dopo il Festival, di gran lungo la più ascoltata, la più venduta e la più ricordata. Sapevano tutti del successo di Ron e Tosca con “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, persino Striscia la notizia, non nuova a questi spoiler, lo anticipa. Insomma, a prescindere da tutto per “La terra dei cachi” fu vera gloria, su questo non ci sono dubbi.

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