La Zero, Blindur, I miei migliori complimenti, Hanami, peppoh, SofSof, Ulula & LaForesta, Costanza
Musicultura 2020, Le Pagelle - Prima Parte. Grafica a cura di Ugo Stomeo

Dopo una selezione tra oltre 760 candidati, sono online i brani dei finalisti dell’edizione di quest’anno, che si contenderanno la 31° edizione di Musicultura, il festival della canzone popolare e d’autore italiana, ha visto una prima selezione che ha marzo ha ridotto il numero dei partecipanti a 53, e dal 6 aprile vede i 16 finalisti in ascolto sulla playlist digitale su Spotify oltre che su Radio.

“Come tutti siamo alle prese con gli effetti di Covid-19. Per condurre in porto questa XXXI edizione del festival dovremo navigare a vista, saremo prudenti, pazienti e ce la faremo – dice il direttore artistico Ezio Nannipieri, che aggiunge: “intanto, con Radio 1, cominciamo a goderci questo antipasto di belle canzoni, profumano di fresco e di buono.”

LE PAGELLE

Mea Culpa – La Zero

Una sorta di trap senza autotune, a metà strada tra la ballata e il rap. Ottima la performance vocale di La Zero, sinceramente appassionata: “Mea Culpa” è uno dei brani più interessanti della finale di Musicultura 2020.

VOTO: 8

Invisibile agli occhi – Blindur

Il talento di Blindur è ormai noto: l’autore partenopeo ha già una carriera autoriale importante. “Invisibile agli occhi” prosegue sulla scia dei brani intimi di Blindur, dove la melodia minimale è ben sorretta dal lavoro strumentale e dagli arrangiamenti viranti al rock.

VOTO: 7

Inter – Cagliari – I miei migliori complimenti

Perfettamente in linea con l’itpop di oggi, Walter Ferrari, nome dietro il progetto I Miei Migliori Complimenti, non si distacca troppo dalle forme già ampiamente conosciute, e abusate, del genere. “Inter – Cagliari” non ha grandi idee musicali e pigramente si adagia sull’elettronica per coprire le proprie lacune.

VOTO: 5

Contro volontà – Hanami

Il brano di Hanami è un buon pop, piuttosto leggero e abbastanza incurante di distinguersi dalla massa. Cantato bene e scritto senza infamia e senza lode. Ci si può aspettare di più.

VOTO: 6

Where is the rapstar? PeppOh

La lingua napoletana è quella che utilizza PeppOh, rapper partenopeo, che non nasconde una certa ironia. “Where is the rapstar?” fa sorridere, anche se manca di mordente, oltre a riportarci allla mente il più famoso Clementino.

VOTO: 6

La vita sognata – SofSof

“La vita sognata” è inspiegabilmente indatabile. Potrebbe essere un brano anni ’80 o essere credibile come canzone di oggi. SofSof sembra voler essere una Gianna Nannini ripulita o una Irene Grandi leggermente sporca, scegliendo una lingua spesso inutilmente volgare. Il brano è piuttosto dimenticabile, mancando l’obiettivo di proporre qualcosa di originale.

VOTO: 5

Oddio l’oblio – ULULA & LaForesta

Il leggero pop rock di “Oddio l’oblio” proposto da Ulula & LaForesta ricorda quello dei Pinguini Tattici Nucleari, rivestito di una tenue ironia e di quel pop innocuo e scialbo, che della superficiale patina dell’indie pop ne fa vestito (oltre a citarlo direttamente). Tutto troppo leggero, mi spiace.

VOTO: 5,5

100 maglioni – COSTANZA

“100 maglioni” ci appare come un buon brano, dove la personalità di Costanza emerge fuori nella particolare delivery vocale. Brano prevedibile, ma non insulso, se ne apprezza la parsimoniosa produzione che del lavoro di sottrazione degli strumenti fa la sua forza. Comunque piacevole.

VOTO: 7

LA COMPILATION


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