Il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato chi sarà il suo vicepresidente in caso di vittoria. Sarà la senatrice della California, Kamala Harris. Terza donna nella storia degli Usa candidata a ricoprire questo ruolo, e la prima afroamericana. Particolari che non andrebbero sottolineati, se solo non fossero ancora una rarità.

Kamala Harris aveva sfidato proprio Biden alle primarie del Partito Democratico, ma la sua campagna elettorale si era presto sgonfiata. È una delle persone più di spicco tra i democratici e ha già ricoperti ruoli politici importanti, come quello di procuratrice distrettuale di San Francisco e poi della California, prima di diventare senatrice. Negli ultimi tempi Kamala Harris si è distinta per aver partecipato alle proteste dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd per mano di un poliziotto e per sostenere attivamente la riforma della polizia.

Le proteste degli afroamericani a denuncia degli abusi della polizia hanno mostrato come il razzismo sia ancora un problema ben radicato nella società americana. E anche il sessismo lo è. Le donne al Congresso americano sono solo il 23%. Per capire questo dato basta pensare che le presenze femminili in politica in Italia sono circa il 36%, e che erano solo il 13% nel 1994. Basta pensare che sono il 61% in Rwanda, il 53% a Cuba e in Bolivia, il 48% in Messico e circa il 47% in Finlandia e Svezia.

A dimostrazione di quanto anche questa sia una tendenza radicata nella società, il sessismo fa presa anche sull’elettorato femminile. Secondo gli esperti gli elettori americani chiamati a votare guardano più alla fede politica, ma alle elezioni del 2016 gran parte delle donne – il 42% – preferì il repubblicano Donald Trump alla democratica Hilary Clinton. Con la nomina di Kamala Harris il democratico Joe Biden spera di ingraziarsi due elettorati in un colpo solo, quello femminile e quello afroamericano. Una mossa per questo attesa, ma che in generale non è un elemento determinate della vittoria o sconfitta di un candidato alla Casa Bianca.

Nel caso di vittoria alle elezioni di novembre lo sfidante di Trump inizierebbe il suo primo mandato all’età di 78 anni. Proprio per l’età un secondo mandato di Biden è altamente improbabile, per questo la sua vicepresidente potrebbe correre per la Casa Bianca nel 2024.

 

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Crediti foto: LaPresse