cena tra amici
Crediti foto: LaPresse

“Chi trova un amico trova un tesoro” ed è proprio vero, Dio solo sa quanto siano mancati gli amici durante il lock down. Da domani finalmente, conseguenza del fatto che non serva più l’autocertificazione, si potranno rivedere gli amici. Ma in quali termini?

L’italiano è un buon ospite, si sa, e non vede l’ora di ripartire con pranzi e cene con gli amici, tuttavia il governo chiede che si proceda con la massima cautela e prudenza poiché è probabile che i primi contagi siano avvenuti proprio in ambienti domestici. L’amicizia fa si che si accorcino spontaneamente le distanze e che si crei promiscuità: “Io mi fido di te perché sei mio amico”, ma l’amico non si avvicina con dolo, magari non sa di essere stato contagiato e di avere il Coronavirus.

La situazione nelle case è incontrollabile, sapere se le distanze vengono rispettate e se le persone indossino le mascherine è assolutamente impossibile, a meno di qualche vicino di casa “spione” che comunichi direttamente con la questura tramite l’App YouPol, che è nata per segnalare situazioni di bullismo e di spaccio di droga ma che ora viene usata (impropriamente) per segnalare le persone che fanno un “passo falso” rispetto alle regole dettate dal governo in piena emergenza Coronavirus.

Nella conferenza stampa di ieri sera la risposta di Conte non si è fatta attendere, il Premier  ha fatto chiarezza sui ritrovi con gli amici: “Via alle autocertificazioni. Ci si potrà spostare nella stessa regione senza problemi. Si potrà andare dove si vuole. Riprendono gli incontri con gli amici. Non potrà uscire chi è positivo, è in quarantena o ha sintomi riconducibili al Covid-19. Divieto di assembramenti, rispettare la distanza di un metro e sempre con se la mascherina, obbligatoria in alcuni specifici luoghi. Raccomandiamo di indossarla al chiuso e all’aperto quando non si può rispettare le distanze”.

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