Foto Andrea Negro / LaPresse

Anche i ristoranti si preparano alla riapertura prevista per il 18 maggio dopo il via libera del governo, con nuove regole che prevedono il rispetto di distanze precise fra un tavolo e l’altro (2 metri, per la precisione), mascherine per i camerieri, sanificazione degli ambienti e barriere divisorie. Tuttavia sono ancora tante le perplessità sulle ipotetiche misure da adottare da parte degli addetti ai lavori, molti dei quali si dicono preoccupati degli effetti che potrebbero avere sulle attività. In prima linea per manifestare le proprie preoccupazioni sono scesi anche chef pluristellati come Carlo Cracco e Alessandro Borghese. “Lo Stato sta radendo al suolo la ristorazione italiana”, ha dichiarato al Corriere della Sera chef Borghese, che oltre ad essere conduttore del programma televisivo “4 Ristoranti” su Sky, gestisce a Milano il ristorante “Il lusso della semplicità”. “Non solo manca sostegno economico a un settore che è il fiore all’occhiello del Paese, ma anche le regole per iniziare a progettare la ripartenza non ci sono – spiega lo chef –. “Sto anticipando l’assegno della cassa integrazione ai miei 64 collaboratori; non potevo permettere attendessero mesi prima dell’arrivo dei fondi a causa della burocrazia. Ma così non si può resistere a lungo”. 

Gli fa eco Carlo Cracco ex giudice di Masterchef e titolare del ristorante “In Galleria” a Milano, anche lui non del tutto convinto sulle ipotetiche misure da seguire per la riapertura. “Chiederei al governo di partecipare alla discussione di queste regole per essere ascoltati – ha dichiarato Cracco a Sky TG24 -, dobbiamo conservare il nostro patrimonio. Rischiamo di perdere un tessuto enorme per il nostro Paese”. Lo chef ha riaperto col delivery e l’asporto il suo ristorante in galleria Vittorio Emanuele II, a Milano. E ha storto il naso di fronte all’ipotesi barriere divisorie. “Plexiglass nel ristorante? Piuttosto chiudo..”, ha detto lo chef veneto.

 

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Crediti foto: LaPresse