È durato appena un giorno il permesso di occupare tutti i posti sui treni ad Alta Velocità e a lunga percorrenza. Poi è arrivato il contrordine dal governo. Dopo la decisione di tornare a viaggiare alla massima capienza – presa senza il parere del Comitato Tecnico Scientifico – e le conseguenti polemiche, il ministero della Salute ha ripristinato ieri la vecchia regola di limitare il numero di passeggeri a bordo.

“È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora, non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione” queste le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza. La firma dell’ordinanza sottolinea il necessario distanziamento di almeno un metro e l’obbligo di mascherine in tutti i luoghi chiusi, mezzi di trasporto compresi.

In un primo momento il ministero dei Trasporti aveva dato il via libera, nel rispetto di alcune condizioni essenziali, come la misurazione della temperatura, l’obbligo di mascherina da sostituire ogni quattro ore e il ricambio dell’aria. Poi la ministra Paola De Micheli avrebbe inviato una lettera alle due compagnie, Trenitalia e Italo, per chiedere di rivedere le nuove disposizioni.

Con l’ordinanza firmata dal ministro Speranza, non ci sono più dubbi: si torna a sedersi a posti alternati su tutti i treni. Mentre i contagi tornano a salire in alcuni Paesi d’Europa con Francia e Spagna in testa, complice il periodo di vacanza e lo spostamento di molte persone, l’allentamento delle misure di base potrebbe rivelarsi particolarmente rischioso.

Non mancano – però – alcune contraddizioni. Con la bella stagione gli assembramenti sulle spiagge e nei locali notturni non mancano. Come sottolineato dal professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore della Sanità (Css), anche in Italia i contagi stanno tornando a salire, con l’indice Rt che sfiora la soglia di 1. Il professor Locatelli non è stato l’unico ad aver reputato rischiosa la mossa di far viaggiare i treni alla massima capienza, come lui anche il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco aveva richiesto un passo indietro.

 

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Crediti foto: LaPresse