L’aumento dei casi di Covid-19 non riguarda solo l’Europa. In Australia, lo Stato di Victoria con capoluogo Melbourne ha introdotto nuovamente le misure di contenimento del virus per sei settimane. È stato dichiarato lo stato di calamità e imposto il coprifuoco notturno, entrato in vigore ieri, dalle 20 alle 5 del mattino. È la prima volta che si decide si imporre misure più restrittive nel Paese.

Il governatore dello Stato nel Sud-est dell’Australia, Daniel Andrews, si è trovato costretto ad applicare la linea dura a seguito di un sensibile aumento dei casi di Coronavirus, 671 nuovi contagi nell’ultimo giorno e 7 decessi. Solo nello Stato di Victoria si contano più di 11mila casi e 123 vittime.

Così restano chiuse tutte le attività non essenziali, un solo membro per famiglia può uscire a fare la spesa e l’esercizio fisico è concesso soltanto una volta al giorno, non per più di un’ora, con al massimo un’altra persona e in un raggio di cinque chilometri. Le uscite nelle ore di coprifuoco sono concesse solo per motivi di lavoro, salute, assistenza o necessità. Per la prima volta tra le disposizioni c’è anche il divieto di celebrare matrimoni.

“Dove avete dormito la scorsa notte è dove dovrete restare per le prossime sei settimane” ha annunciato il governatore. La strategia che lo Stato di Victoria sta applicando è quella di un lockdown rigido ma anche breve, almeno questa è la speranza. Andrews ha infatti sostenuto che delle regole più blande sarebbero dovute restare in vigore per mesi, senza alcuna garanzia di riuscire a contenere efficacemente il virus.

Finora l’Australia è stata meno colpita dalla prima ondata del virus rispetto ad altri Paesi, con circa 17mila casi e 200 decessi. A far innalzare l’asticella della preoccupazione è stato il fatto che i nuovi casi siano persone locali, e non turisti o persone rientrate dall’estero. Come in altri Paesi, lo stato di calamità concede maggiori poteri alle forze dell’ordine, al fine di far rispettare le nuove misure.

 

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Crediti foto: LaPresse