Foto Valerio Portelli/LaPresse

E’ in arrivo dal primo luglio il “bonus Pos”. Si tratta in pratica di uno sconto per i professionisti e per le imprese sulle commissioni dovute per i pagamenti elettronici attraverso carte di credito, di debito o altri strumenti tracciabili. Il bonus fiscale corrisponde al 30% di quanto viene addebitato per le spese bancarie. La novità è stata introdotta dal decreto fiscale approvato insieme alla legge di Bilancio alla fine dello scorso anno e vale per i contribuenti con ricavi o compensi, nell’anno precedente, non superiori a 400mila euro. Una soglia che non dipende dal regime di contabilità o dalla tipologia dell’attività svolta. L’agevolazione è stata introdotta con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo della moneta elettronica e va di pari passo con la riduzione del limite al contante a 2mila euro, in vigore proprio dal primo luglio.

Come funziona il bonus Pos?

Il bonus consiste in un credito d’imposta: corrisponde al 30% delle commissioni e dei costi fissi addebitati per i pagamenti elettronici. Vale a partire dal primo luglio e il credito è utilizzabile in compensazione dal mese successivo a quello della spesa effettuata. Il credito va indicato nella dichiarazione dei redditi del periodo in cui il bonus è maturato e nelle dichiarazioni successive solamente nel caso di importi residui non utilizzati. Il credito d’imposta, inoltre, non viene conteggiato nella formazione del reddito per le imposte sui reddito e sull’Irap.

Come ottenerlo?

Per ottenere il credito d’imposta è necessario inviare la comunicazione utilizzando il software dell’Agenzia delle Entrate. Le imprese e i professionisti dovranno evidenziare il numero delle operazioni effettuate nel periodo di riferimento e anche gli importi delle commissioni e dei costi fissi periodici addebitati dagli operatori che mettono a disposizione il Pos. La comunicazione deve essere inoltrata entro il 20 del mese successivo alla spesa. Il credito matura mensilmente e può essere utilizzato dal mese successivo, dopo l’invio della comunicazione.

Le sanzioni per chi non accetta i pagamenti elettronici

La novità del bonus Pos va di pari passo con l’introduzione di sanzioni per chi non accetta i pagamenti elettronici. Sempre dal primo luglio, la mancata accettazione dei pagamenti con Pos può portare a una sanzione a carico del professionista o dell’impresa. La multa è di 30 euro, a cui aggiungere il 4% della transizione rifiutata. Ma la procedura non è automatica: la multa può essere comminata solamente quando c’è una denuncia del consumatore a causa del rifiuto del pagamento, seguita da un accertamento degli organi competenti.

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Crediti foto: LaPresse

 

 

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Margherita Ventura
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università di Bologna con una tesi sulla Storia dell'Arte Medioevale, è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti di Bologna dal 2001. Ha collaborato con le testate giornalistiche Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Casa Vogue e dal 2011 è socia e responsabile insieme ai colleghi giornalisti Enrico Spada, Claudio Bolognesi e Riccardo Rossi di Cless, società cooperativa che si occupa di servizi multimediali ed editoriali. Dal 2016 è responsabile della redazione e conduttrice del programma televisivo LatoA ideato dal giornalista Enrico Spada, in onda sul canale del digitale terrestre Radio Italia Anni 60 TV. Dal 2018 è parte dello staff e personal assistant della giornalista Rai Cristina Tassinari, ideatrice del Festival Internazionale della Disco Music "Disco Diva". Attualmente è autrice e caporedattrice per OAPlus, sezione di OASport dedicata a musica, spettacoli e intrattenimento. Appassionata di arte e musica, si diletta a suonare la chitarra elettrica. Ama la vita, la gente e il rock'n'roll.