Formula 1

“Sei senza paura”: l’abbraccio di Vettel a Kimi Antonelli, nuovo campione del mondo

Giandomenico Tiseo

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Kimi Antonelli / LaPresse

Ha la voce di chi quella notte l’ha già vissuta, e per questo sa che cosa sta per succedere. Sebastian Vettel si rivolge così a Kimi Antonelli, che a Città del Messico gli ha strappato il record di più giovane campione del mondo della storia della F1, un primato che il tedesco deteneva dal 2010, quando conquistò il titolo a ventitré anni e 134 giorni. Nessuno meglio di lui poteva misurare il peso di quel traguardo, e il suo messaggio nel corso dell’intervista di F1 a Kimi è un misto di ammirazione, esperienza e affetto, con un consiglio finale.

L’apertura è un riconoscimento senza giri di parole: “Congratulazioni World Champion, campione del mondo, wow! Solo pochi di noi ci riescono e nessuno mai alla tua età“. Poi il quattro volte campione passa a descrivere ciò che lo ha colpito del ragazzo: “Sei curioso, ascolti e impari in fretta. Sei senza paura. Hai guidato sempre pulito e in controllo, ma al limite quando era necessario. Hai capito in fretta che si può controllare solo ciò che si può controllare. Hai uno stile di guida unico che tutti noi amiamo vedere“.

Subito dopo, Vettel apre il cassetto dei ricordi e racconta che cosa lo aspetta nelle ore e nei giorni successivi, con un avvertimento che sa di sorriso complice: “Quando ho vinto il mio primo titolo mi sembrava che tutto accadesse proprio in quel preciso istante. Mi sentivo sopraffatto, sono uscito dalla macchina e il mondo intorno a me correva a tutta velocità. Era tutta una corsa. Impossibile in quel momento fermarsi a riflettere. Non sono riuscito a dormire bene per diversi giorni. Quindi, Kimi, preparati!“.

La parte più intima del messaggio arriva quando la tempesta si placa. Vettel ricorda il momento in cui, con la coppa tra le mani, ha riletto i nomi di chi lo aveva preceduto: “Quando poi le emozioni si sono depositate sul fondo della coscienza, tenendo in mano la coppa del campione del mondo e leggendo tutti i nomi che c’erano scritti sopra, ho provato orgoglio e soddisfazione. In quel momento mi sono reso conto che la parte migliore non era stata tagliare il traguardo della gara che mi ha laureato campione (il GP di Abu Dhabi 2010, ai danni di Fernando Alonso e della Ferrari, ndr), ma tutte le gare che mi avevano portato fin lì“.

Da qui nasce la lezione che il tedesco affida ad Antonelli: “Non è mai la singola gara a contare, sono tutte le gare del campionato. Ogni singola gara ci definisce e, con tutto quello che ti capiterà nelle prossime settimane, sono sicuro che presto sentirai l’urgenza di correre ancora perché, nella prospettiva generale, hai davanti un’altra gara da vincere“.

Il congedo è quello di un fratello maggiore: “Infine, ancora un piccolo consiglio: i grandi risultati hanno il potere di modificare il modo in cui gli altri ti vedono, ma tu non devi cambiare il tuo modo di guardare la gente. Avanti così, goditi tutto questo. Un abbraccio forte da Sebastian“.

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