Rugby

Quesada: “Dobbiamo provare a essere imprevedibili con il Sudafrica”

Andrea Addezio

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Gonzalo Quesada / LaPresse

Sarà un sabato dalle grandi emozioni quello che attende gli appassionati di rugby. Si gioca domani all’Allianz Stadium, fischio d’inizio previsto alle 12:40, il match Italia-Sudafrica, incontro valevole per la quarta giornata della Nations Championship e partita inaugurale per la formazione tricolore nelle Northern Emisphere Series. Il commissario tecnico Gonzalo Quesada ha commentato le sue scelte nella conferenza di annuncio della formazione.

Sulla mancanza di Fischetti nella formazione di partenza: “Capisco che vedere in panchina alcuni giocatori che siamo abituati a vedere sempre titolari possa sorprendere ma prendiamo l’esempio di Fischetti: viene da 6 partite consecutive, abbiamo ritenuto fosse meglio non fargliene fare altre 4 di fila da titolare”. 

Sulla scelta di Fusco come mediano di mischia: “Per quanto riguarda il mediano di mischia, abbiamo scelto Fusco perché arrivava nelle migliori condizioni di preparazione, mentre Varney ha dovuto fare avanti e indietro dall’Inghilterra, così come molti altri. Altri invece come Zuliani hanno giocato poco e non sono ancora al 100% e non hanno 80 minuti”.

Su Belloni e lo spostamento di Capuozzo: “Belloni si è allenato veramente bene, ha lavorato tanto e quello che i ragazzi fanno in allenamento conta tantissimo nella scelta della formazione. Allan arriva da tre settimane di infortunio, ha iniziato a correre a inizio settimana scorsa e si allenato con la squadra solo da venerdì scorso. Non era in condizione di fare 80 minuti e contro il Sudafrica non potevamo non fare il 6+2 e non possiamo non schierare dall’inizio dei trequarti che sappiamo dall’inizio che non possono fare 80 minuti. Inoltre abbiamo deciso di spostare Capuozzo all’ala perché tra impegni all’estero e motivi personali si è allenato poco con noi, quindi volevamo metterlo in campo perché sta molto bene ma in un ruolo diverso da quello di estremo che nel nostro gioco ha funzioni specifiche”.

Sulla convocazione di Domingo Miotti: “Quando ho firmato per l’Italia ho ricevuto tanti messaggi, tra cui quello di Domingo che inizialmente mi ha fatto i complimenti per il modo in cui parlavo italiano. Lo abbiamo seguito lungo tutto l’ultima stagione. Lui entra per far parte del gruppo, ma non è previsto che giochi né questa né la prossima contro l’Argentina: prima di tutto perché è tornato ad allenarsi da poco dopo un infortunio. Inoltre, la settimana prossima sarà solo la prima completa col gruppo e quindi potrebbe non essere pronto. Abbiamo altri giocatori che sono qua da più tempo e quindi sono scelte più logiche per queste partite: né io né Domingo vogliamo forzare i tempi. Si allenerà due settimane e poi valuteremo come sta e se potrà entrare in squadra nella terza o nella quarta partita”.

Sulla strategia da adottare per mettere in difficoltà i quotati rivali: “Non succede spesso che il Sudafrica metta la miglior squadra contro l’Italia, e il fatto che lo facciano nonostante poi giochino di venerdì con la Francia è un segnale di grande rispetto. Erasmus è il miglior allenatore al mondo ed è sempre stato molto gentile verso l’Italia e verso di me personalmente:  questo fa molto piacere e so che è quello che pensa perché me lo dice ogni volta che ci vediamo. Conosce la realtà della nostra nazionale e conosce le nostre sfide, quindi sa valutare molto bene le nostre performance. Se vogliamo essere davvero in partita dobbiamo essere al massimo livello e allo stesso tempo cercare strategie, movimenti e modi di giocare diversi, più imprevedibili. L’anno scorso in due partite su tre siamo riusciti a competere, a Torino a dieci minuti dalla fine eravamo 20-14”.

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