Formula 1

Piola: “Antonelli un pilota mai visto prima. Mi ha colpito molto un aspetto nella sua guida della Mercedes aggiornata”

Alessandro Passanti

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Kimi Antonelli / LaPresse

Andrea Kimi Antonelli ha vinto il titolo iridato dopo un dominio pressoché incontrastato nel corso del Mondiale di Formula Uno 2026. Il giovane talento bolognese ha riportato in Italia il titolo piloti dopo ben 73 anni e, ovviamente, un risultato simile va celebrato. Lo si è fatto in maniera accurata nel corso di Motor News, in onda sul canale Youtube di OA Sport.

Giorgio Piola ha incoronato il pilota della Mercedes e ha rivelato come ha vissuto il suo successo al termine del Gran Premio del Messico di domenica scorsa: “Per la prima volta in vita mia l’ho vissuto da tifoso. A livello lavorativo sono sempre stato molto serio e cercavo di mascherare le mie emozioni. Vedere quel podio è stato speciale. Anzi lo è stato in maniera maggiore perché non è arrivata una vittoria netta di Kimi con una Mercedes di inizio anno. Vedere 11 titoli iridati che prendevano in braccio Kimi è stato fantastico. Penso che lui stesso non potesse augurarsi qualcosa di meglio”.

Un aspetto che ha colpito il massimo esperto italiano di tecnica della Formula Uno è stato come Kimi Antonelli ha approcciato al weekend di Città del Messico: “Aveva detto che non voleva pensare solo a conquistare qualche punto ma voleva essere protagonista, e cosi è stato. Ha fatto oltre 40 giri con le gomme soft e ha guidato in maniera magistrale”.

Al termine della gara sul tracciato intitolato agli Hermanos Rodriguez si è vissuto un momento davvero indimenticabile: “Ho vissuto tanti Mondiali ma vi assicuro che una gioia simile di tutti non c’era mai stata. Tutti erano contenti, come era successo a Monza con il popolo ferrarista. Nella storia abbiamo visto tanti Mondiali chiusi con rabbia. Senna-Prost, Schumacher-Hill, oppure il primo titolo di Verstappen nel 2021 contro Hamilton”.

Giorgio Piola passa poi ad analizzare il Kimi Antonelli pilota: “Kimi è fatto così. Se lo vedi sembra un ragazzino che incroci per strada perché non è andato a scuola ma quando sale nella sua Mercedes è una macchina da guerra. Bravissimo, freddissimo, non è per nulla montato. La sua semplicità è incredibile. Non soffre le pressioni, forse solo in Messico era leggermente più taciturno del solito”.

Dall’altra parte del box, invece, c’era poca voglia di sorridere: “L’unico che non può essere contento, ovviamente, è George Russell e lo posso capire. A inizio anno era il pilota che secondo tutti doveva puntare al titolo. Invece è stato sverniciato in pista. Quello che ha fatto domenica, ovvero saltare gli incontri con i media, lo posso anche capire. Lui ha subito una durissima sconfitta. Un anno fa Kimi ha vissuto un’annata difficile e ha fatto un bel salto di qualità che, forse, l’inglese non si aspettava”.

Ultima battuta su un altro aspetto interessante del bolognese: “Mi ha davvero colpito per come ha guidato la nuova versione della macchina arrivata in Malesia, un pacchetto che ha complicato parecchio la vita ai piloti. Lui nonostante tutto l’ha domata e l’ha assecondata con il suo stile di guida. In questo periodo non ha la monoposto migliore, ma lui è comunque sempre velocissimo. Penso che sia un pilota mai visto prima”. 

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