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Musetti sul ko con Van Assche : “Mi sono caricato di troppa pressione e ho iniziato abbastanza contratto”

Andrea Addezio

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Lorenzo Musetti / LaPresse

Lorenzo Musetti non sfrutta due palle break sul 4-3 del terzo set e perde negli ottavi di finale del torneo di Parigi contro il francese Luca Van Assche. Il giocatore azzurro, che manca una preziosa opportunità per ottenere punti importanti, ha analizzato la sua prova in conferenza stampa.

Sulle difficoltà della partita: “È stata una partita dura sin dal riscaldamento. Oggi non mi sono sentito tranquillo. Ho affrontato il match con un po’ troppa pressione che mi sono messo da solo e ho iniziato abbastanza contratto. Il servizio non funzionava come nei giorni precedenti e, nonostante questo, sono riuscito a reagire bene e a portare il match un po’ dalla mia parte”.

Sulla pressione derivante dai favori del pronostico: “Ero io quello che doveva vincere questo match. Speravo che aver battuto il numero uno al mondo mi potesse dare più fiducia per affrontare con maggiore tranquillità il peso di essere quello più forte sulla carta. Invece, sin dal riscaldamento e dai primi momenti della partita, avevo capito che c’era un po’ di difficoltà. Ho lottato fino in fondo. Non posso recriminare sul lato dell’atteggiamento perché ho reagito e sono stato veramente vicino a ribaltare la partita. In queste condizioni un minimo di incertezza può fare la differenza. Contro Zverev, per esempio, nel tie-break sono stato più freddo”. 

Sulla partecipazione al torneo di Stoccolma: “Andremo a Stoccolma, ci sarà l’ultimo torneo e poi la Davis. Vedremo giorno per giorno come risponderà il mio fisico. Nonostante quest’anno non abbia giocato molte partite, nelle ultime settimane ho giocato tanto ed era quello che mi interessava per chiudere al meglio la stagione. Speriamo di finire in bellezza. Mi sento bene. È fine stagione per tutti e qualche acciacco c’è sempre, però riusciamo a gestirlo. Il lato positivo è che sono state tre buonissime partite e ora ci affacciamo all’ultimo torneo, a Stoccolma”. 

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