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Monaco: “Shelton vuole dare fastidio a Sinner ed Alcaraz, ma il terzo incomodo potrebbe essere un altro”

Mattia Fierro

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Ben Shelton / La Presse

Nella nuova puntata di TennisMania, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, Guido Monaco è intervenuto per esprimere le sue opinioni sul finale di stagione. Il giornalista di Eurosport si è concentrato su Jodar e Shelton, commentando le loro scelte ed i loro possibile futuro come antagonisti di Alcaraz e Sinner. Infine, ha voluto soffermarsi su Musetti e sul momento dei tennisti italiani.

Partendo da Jodar: “Nello sfruttare le tante occasioni che si crea gli manca qualcosa. Deve scalare mezza marcia e giocare un po’ più sporco per vincere le partite. Da questo punto di vista è ancora junior, vuole cercare il bel punto per lasciare fermo l’avversario. Ricordo almeno cinque partite così in stagione, una con Cobolli a Cincinnati. A livello di merito dovrebbe essere a Torino. È arrivato dal nulla ed ha messo in piedi una stagione del genere. In tante situazioni è sembrato un veterano. Non ha paura di niente ma a volte deve imparare a leggere meglio alcune situazioni della partita”.

Proseguendo su Alcaraz: “Il suo essere indietro con il servizio lo rende vulnerabile per questa ultima parte di stagione. Ha rischiato di perdere vari set a Vienna. Se sale di un 10% con il servizio possiamo dire ipotecate Torino e Bologna, anche se in Davis non dipende solo da lui”.

L’interessante riflessione sulle abilità mentali di alcuni tennisti: “Le capacità di De Minaur e Zverev di rimanere all’interno delle partite anche quando le cose non vanno va studiata. Sono molto bravi a voltare pagina dopo le sconfitte, il tennis dà subito l’opportunità per rifarsi. Loro sono molto settati su questo, anche grazie all’esperienza. Riescono a vincere tanti match, non perdono quasi mai contro giocatori più dietro in classifica. Sono giocatori di grande rendimento”.

Il nuovo duo Shelton-Ferrero: “Questa partnership la dice lunga sulle sue ambizioni. É arrivato in top5 senza super coach ed ora il progetto è da terzo incomodo, per andare a dare fastidio ad Alcaraz e Sinner. Vedremo se ne sarà in grado. Il papà ha lavorato bene in questi anni. Il suo dritto non mi fa impazzire ma c’è margine. Deve diventare ingiocabile al servizio; ha spinta e traiettorie che dovrebbero renderlo intoccabile. In alcune partite non è devastante come potrebbe essere. In risposta paga ancora parecchio rispetto ai big”.

Il ruolo di terzo incomodo dopo Sinner e Alcaraz: “Ha questa componente istintiva molto spiccata che ha ordinato nel tempo. Ci sono delle debolezze. Rimango convito che il terzo incomodo possa essere Fils, è una forza della natura. A volte domina le partite, ha un potenziale incredibile”.

Il match tra Musetti e Fery a Vienna: “Fery tirava talmente forte che Musetti non poteva muoverlo. Ha giocato una partita clamorosa, non l’ho visto giocare così bene neanche a Wimbledon. Alla fine, quella sconfitta potrebbe non nuocere per Parigi. Mi ha stupito che gli hanno concesso il medical time put per i crampi”.

Le condizioni di Cobolli: “Cobolli ha questo fastidio che si porta dietro dalla partita con Dimitrov. Poi si ritira ed ha una crisi che lascia trasparire un problema serio. È stato più un crollo nervoso e la preoccupazione per il futuro. Adesso uno con la sua capacità di recupero possa giocare a Torino e Bologna. Un conto è recuperare, un altro è vedere come reagisce nelle partite importanti. Quest’anno per gli italiani c’è stata una concatenazione di infortuni. Non credo sia mancata l’attenzione degli staff”.

Concludendo su Bellucci: “Bellucci ha trovato una sua dimensione. Sta facendo un bel percorso e gioca un bel tennis. Può fare bene a Parigi. Mi sembra che ne abbia ancora”.

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